In sessione straordinaria

Consiglio comunale: focus su chiosco di piazza Dante e zona Pip

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
edificio monumentale; sole
Palazzo di Città © RuvoLive.it
Tra gli altri temi affrontati, l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri di opposizione sulla sicurezza del viadotto della Strada provinciale 231 sovrastante la strada comunale Patanella
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Chiusura del chioschetto in piazza Dante; approvazione della bozza di convenzione della cessione in proprietà delle aree in zona Pip; sicurezza del viadotto sulla strada provinciale 231 sulla strada comunale Patanella sono i temi caldi dell’ultimo Consiglio comunale.

Dopo i preliminari in cui le consigliere di opposizione Simona Summo (Fratelli d’Italia) e Mariatiziana Rutigliani (Forza Italia) hanno – rispettivamente – esortato a garantire una maggiore sicurezza stradale sull’estramurale Pertini in corrispondenza della chiesa Santa Famiglia e a prevedere orari di apertura straordinaria dell’isola ecologica per evitare accumulo di rifiuti all’ingresso e abbandono degli stessi nelle campagne, la parola passa all’assessora alle Attività produttive Luciana Di Bisceglie che ha spiegato, attraverso una relazione, i motivi della mancata riapertura – con vasta eco polemica sui social – del chiosco in piazza Dante, eletto, lo scorso anno, dalla maggior parte dei ruvesi a punto di riferimento per il ristoro e l’intrattenimento.

Il chiosco: la querelle. Era il 2018 quando, con la determina n. 16 dell’Area 3 (Politiche di sviluppo) alla Beverage distribuzioni srl, che aveva partecipato al relativo bando pubblico, veniva affidata in concessione, dal 1° aprile al 30 ottobre, la gestione del chiosco “per l’attività di detenzione e vendita con asporto di bevande e gelati o altri prodotti alimentari preconfezionati ovvero prodotti da laboratori artigianali autorizzati” (qui il testo della determina) L’affidamento della concessione dura quattro anni a decorrere dalla data di sottoscrizione del, eventualmente rinnovabili per ulteriori quattro anni. Il canone da versare ogni anno, secondo la determina, è fissato nei seguenti importi: per il 2018 è 2.916,90; per il 2019 è 5.000,40 euro; per il 2020 è 5.000,40 euro , per il 2021 è 5.000,40 euro per il 2022 è 2.083,50 euro. Come spiegato dall’assessora Di Bisceglie, il contratto di concessione, sottoscritto tra Comune e concessionario, prevedeva tra le clausole di risoluzione il mancato pagamento del canone o la destinazione del chiosco a un uso anche parzialmente diverso da quello indicato nello stesso. Secondo quanto dichiarato dall’assessora Di Bisceglie, il concessionario non avrebbe corrisposto delle annualità. Inoltre, a primavera del 2022 il concessionario presenta al Suap una segnalazione certificata di inizio attività per attività di pubblico esercizio e l’istanza di autorizzazione a occupare il suolo pubblico antistante il chiosco ma gli viene negata per la mancata sussistenza dei requisiti indispensabili previsti dal relativo Regolamento. L’intervento del consigliere di opposizione Biagio Mastrorilli (Mastrorilli sindaco), che auspica una composizione delle divergenze tra le parti, è teso a sottolineare l’importanza di valorizzare un chiosco a cui molte generazioni di ruvesi sono sentimentalmente legate; un luogo che la stessa Soprintendenza ai Beni culturali e al Paesaggio ha ritenuto degno di essere tutelato, e la cui gestione –nel 2021 – ha dato smalto al commercio e a uno spazio pubblico quale la villetta comunale di piazza Dante. Con Mastrorilli concorda il consigliere di maggioranza Giuliano Chiarulli (Sinistra ruvese) che auspica una risoluzione. Un’ultima chiosa sulla vicenda viene dal sindaco Pasquale Chieco il quale ribadisce che dall’Amministrazione non è posto alcun ostacolo ma è necessario rispettare contratto e regolamenti.

Si passa a discutere l’ordine del giorno.

Approvati all’unanimità e a maggioranza i verbali delle assise del 23 e 31 maggio. Approvato a maggioranza il punto 3 odg (11 voti favorevoli e 5 contrari).

Si passa a discutere il 4 punto odg, relativo all’approvazione del bilancio di esercizio 2021 della Ruvo servizi srl. L’assessora al Bilancio Mariantonietta Curci fa una relazione nella quale spiega che si va ad approvare il bilancio della società in-house del Comune di Ruvo di Puglia dopo l’approvazione del rendiconto finanziario del Comune. Per coprire la perdita di esercizio pari a 100mila euro si è attinto al fondo comunale Covid. La consigliera Rutigliani esprime perplessità, ritenendo che, alla luce della buona salute del bilancio comunale, sarebbe stato meglio coprire la perdita nell’arco di cinque anni, fino al 2026. Il consigliere Chiarulli, pur esprimendo esprime massima soddisfazione sulla concessione di servizi fondamentali a una società pubblica, esorta a risolvere delle criticità in ordine alla gestione dei servizi cimiteriali.

Approvata la variazione di bilancio del punto 5 odg e riconosciuti, a maggioranza, tre debiti fuori bilancio (6-7-8 odg).

Zona Pip. Si passa alla discussione del punto 9 odg relativo all’approvazione della bozza di convenzione della cessione in proprietà delle aree in zona Pip in base all’art. 11 della legge 273 del 2002 che prevede “I Comuni possono cedere in proprietà le aree già concesse in diritto di superficie nell’ambito dei piani delle aree destinate a insediamenti produttivi di cui all’articolo 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865. Il corrispettivo delle aree cedute in proprietà è determinato con delibera del Consiglio comunale, in misura non inferiore alla differenza tra il valore delle aree da cedere direttamente in diritto di proprietà e quello delle aree da cedere in diritto di superficie, valutati al momento della trasformazione di cui al presente comma. La proprietà delle suddette aree non può essere ceduta a terzi nei cinque anni successivi all’acquisto”. In una relazione, l’assessore al Territorio Antonio Mazzone spiega che, come previsto dalla legge, la proprietà delle aree non può essere alienata a terzi prima di cinque anni. La consigliera Rutigliani, nonostante rimarchi la conformità alla legge, ritiene che l’operazione possa dare vita a fenomeni speculativi. Le fa eco il consigliere Luciano Lorusso (Alleanza civica) per il quale c’è il rischio che si possano acquistare lotti per rivenderli, dopo cinque anni, anche a scopi diversi da quelli imprenditoriali. Il sindaco Chieco spiega che non sussiste questo rischio dal momento che i lotti saranno sempre destinati all’insediamento di attività produttive. Per lui quella che si sta approvando è una bozza di convenzione che, oltre a essere legittima, una volta perfezionata avvierà un processo generativo di lavoro e di ricchezza: chi fosse interessato potrebbe acquistare i lotti e decidere, dopo cinque anni, di alienarli a start up, imprenditori, artigiani. Si tratta di favorire investimenti che, a lungo termine, contribuiranno a dare impulso al settore produttivo ruvese. La bozza di convenzione, con emendamento, è approvata a maggioranza (9 voti favorevoli e 4 contrari).

Si passa a esaminare il punto 10 odg, presentato dai Consiglieri di opposizione e relativo alla sicurezza della strada provinciale 231 nel tratto che sovrasta la strada comunale Patanella . Il consigliere Vito Cantatore (Alleanza Civica), primo firmatario, chiede che l’ordine del giorno così come presentato e, auspica approvato, sia notificato alla Città Metropolitana di Bari, competente per materia, e sollecita la convocazione di un tavolo di concertazione con la stessa. L’assessore Mazzone spiega che in realtà il Comune di Ruvo di Puglia, che ha sempre rispettato il Protocollo d’intesa sottoscritto con la Provincia durante la Giunta Ottombrini, è sensibile al problema tanto da averne parlato in Città Metropolitana durante la discussione sul Piano triennale delle opere pubbliche. La stessa Città Metropolitana ha chiesto se il Comune intenda riconfermare il cofinanziamento di 240mila euro. Alla fine l’assessore Mazzone propone di riformulare l’ordine del giorno presenta dai Consiglieri di opposizione. Sulla possibilità di convocare il tavolo di concertazione avanzata dal consigliere Cantatore interviene il sindaco Chieco che la considera inutile dal momento che ci sono già interlocuzioni con la Città Metropolitana. Inoltre suggerisce ai Consiglieri di opposizione di studiare attentamente le questioni e di parlare sulla base di dati incontrovertibili. Il consigliere Mastrorilli replica che l’ordine del giorno proposto dall’opposizione si fonda su fatti e dati certi e che è da considerarsi uno strumento con cui sollecitare l’attenzione della Città Metropolitana su un rilevante problema.

La discussione del punto 11 odg è rinviata alla prossima Assise.

La seduta termina intorno alle 19.

domenica 3 Luglio 2022

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