Cultura

Nei cieli di Ruvo di Puglia le Quarantane portano anche messaggi di pace

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
Dal 2020, a causa della pandemia, non è stato vissuto il rito dello scoppio: l'auspicio dei ruvesi è che ritorni a Pasqua, che cade il 17 aprile, considerato che lo stato di emergenza termina il 31 marzo
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Dallo scorso 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, fluttuano in quattro punti di Ruvo di Puglia le "Quarantane", fantocci dal sembiante femminile che simboleggiano la Quaresima. A Ruvo di Puglia sono sospese sul crocicchio tra corso Carafa e corso Gramsci, a cura del gruppo folclorico "Lapecheronza"; su piazza Dante, a cura della famiglia Miccoli; sulla piazzetta antistante l’Infopoint di Ruvo di Puglia, a cura della Pro Loco; e su piazza Bovio, a cura della famiglia Caldarola. Una tradizione che si è rinnovata in altre città e paesi del Sud Italia: sospese tra balconi; su piazze o, in piccole dimensioni, appese alle porte delle abitazioni, oltre a simboleggiare il periodo di penitenza che si conclude a Pasqua, sono considerate creature che allontanano gli spiriti maligni, caricandosi, quindi, di valori positivi. A Ruvo, in particolare, quest'anno veicolano messaggi di pace: accanto alla Quarantana in piazza Dante sventolano due bandiere iridate che invocano la fine della guerra in Ucraina.

Imbottite di paglia, le Quarantane tra le mani hanno un frutto invernale, l’arancia, in cui sono conficcate sette penne di gallina, tante quante sono le settimane della Quaresima e che vengono tolte man mano che trascorrono. Hanno anche il fuso e la conocchia, simbolo del paziente lavoro femminile; un’aringa, segno dell’astinenza da osservare come precetto quaresimale. Alcuni studiosi ritengono che abbiano origine dagli oscilla, ricordati da Virgilio nel secondo libro delle Georgiche: nelle feste in onore di Bacco, venivano appesi agli alberi figure di cera che, dondolandosi, al vento, avevano la funzione di propiziarsi il dio nella protezione delle vigne. Questo legame col mondo agricolo si esprime, a Ruvo di Puglia, nell'esplosione e rogo finale della Quarantana a Pasqua: al passaggio della statua di Cristo Risorto, condotta in processione, il fantoccio esplode, tra mortaretti, e viene divorato dalle fiamme. Dal modo in cui il fumo si solleva si traggono pronostici sull’annata agraria. Un rito che, dal 2020, a causa della pandemia, non è stato vissuto: l'auspicio dei ruvesi, pertanto, è che ritorni nella Pasqua 2022 che cade il 17 aprile,  dal momento che, a oggi, il termine fissato dal Governo per la fine dello stato di emergenza è previsto per il 31 marzo.

 

venerdì 11 Marzo 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 16:12)

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