Cultura

Kader Diabate e Giancarlo Visitilli presentano “La pelle in cui abito”

La Redazione
Il giovane attivista ivoriano ha affidato la sua storia a un insegnante scrittore: è nato un libro che parla di libertà e sete di giustizia. La presentazione, oggi, alle 11, al "Tannoia"
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Il Presidio del Libro di Corato,
in collaborazione con l’ITET “Padre A.M. Tannoia”, organizza un
incontro con Kader Diabate e Giancarlo Visitilli che dialogheranno sul tema dei
diritti umani, del valore della cultura, dell’importanza dell’accoglienza
partendo dal libro “La pelle in cui abito”, edito da Laterza.

L’incontro avverrà questa
mattina, alle 11.00, nella sede dell’Istituto Tecnico a Ruvo di Puglia.

Il libro
Un ragazzo di quindici anni si mette in viaggio dalla Costa d’Avorio per
raggiungere l’Europa. Il suo nome è Kader Diabate. In questo libro ci racconta
la fuga da casa e l’attraversamento del deserto, l’incarcerazione in Libia e il
viaggio nel Mediterraneo, fino all’arrivo in Italia. Ma soprattutto ci racconta
la sua voglia di libertà e la sua ribellione contro l’arroganza e l’ingiustizia
degli uomini. Perché la sofferenza vissuta è diventata il carburante per
alimentare la sua lotta pacifica, nutrita dalla passione per i libri e la
cultura. Oggi Kader ha poco più di vent’anni. È un attivista per i diritti
umani che rivendica la propria appartenenza a un popolo che non è solo quello
d’origine ma anche quello di cui fanno parte tutti gli uomini e le donne
privati dei propri diritti. Ha deciso di affidare la sua storia alla penna di
un insegnante scrittore, Giancarlo Visitilli.

“Sono nato in una casa senza
porte. La sua forma è sempre stata quella di una U, che è una lettera simile
alla O ma non è chiusa, permette di uscire ed entrare, abbraccia e tiene.
Proprio come la mia casa, che accoglieva tutti quelli che vi entravano e
uscivano a piacimento, come è nella tradizione africana”.

mercoledì 27 Novembre 2019

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