Il Talos marmoreo di piazza Dante, FdI Ruvo: «Sia rispettato il progetto autorizzato. Noi vigileremo»

Un momento della conferenza stampa. Da sinistra la consigliera Simona Summo, il consigliere Piero Paparella e il coordinatore cittadino FdI Marco Cappelluti
Nel decreto sanzionatorio, emesso dalla Soprintendenza nei confronti del Comune di Ruvo di Puglia, si chiede che siano rimosse le difformità rispetto a quanto autorizzato e gli elementi abusivi perché privi di autorizzazione
Entro il 24 dicembre prossimo, il Comune di Ruvo di Puglia dovrà rimuovere le criticità che danneggerebbero l’estetica di piazza Dante a seguito della installazione della statua marmorea del Talos morente, scolpita da Max Di Gioia, su commissione della ora disciolta associazione Talos.
Lo chiede il decreto sanzionatorio n. 1420, emanato dal Direttore Generale del Dipartimento per la Tutela Culturale, Archeologica, Belle Arti e Paesaggio il 24 settembre scorso, che impone al nostro Comune di compiere tutte le azioni necessarie a riparare al danno arrecato a piazza Dante. Il decreto sanzionatorio sarebbe la prima tappa di un iter avviato dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Luciano Lorusso, Piero Paparella e Simona Summo. «Come consiglieri, seguiremo la vicenda fino in fondo» ha dichiarato lo stesso Paparella durante l’incontro-conferenza stampa di ieri, nella sede di partito su corso Cavour 4.
Paparella precisa che si tratta di un decreto sanzionatorio in cui si impone il ripristino del progetto così come è stato autorizzato. La statua, quindi, non verrà rimossa perché l’autorizzazione alla sua installazione c’è ed è legittima e regolare. Ma è necessario che siano eliminati gli elementi difformi dal progetto autorizzato nonché quelli abusivi, per difetto di autorizzazione. Ci sono anche delle anomalie che, tuttavia, sono sanabili.
Durante l’incontro, con documenti alla mano, Paparella illustra tutte le fasi di questo percorso, partendo dalla storia del gigante di marmo con puntate nelle vicende politiche della città.
Nel 2020 nasce l’associazione Talos, presieduta da Antonio Stasi: l’obiettivo è «promuovere l’arte e la cultura in ambito cittadino, nazionale e internazionale». Il suo début sarà la donazione alla città di un’imponente statua in marmo di Carrara, che sarà scolpita da Max Di Gioia, raffigurante Talos. L’architetta Lidia T. Sivo è designata coordinatrice del progetto.
Il 6 aprile 2021, alla vigilia della campagna elettorale delle amministrative, con delibera di giunta n. 84/2021 il Comune accetta la donazione della statua. Il valore del progetto è stimato in 200mila euro.
Il 17 ottobre 2021, Pasquale Chieco è confermato sindaco. Tra le liste di supporto c’è Sinistra Ruvese in cui era candidata Lidia T. Sivo. Paparella, poi, mostra una foto dove Max Di Gioia abbraccia il sindaco Chieco, congratulandosi per la vittoria. «Mostro queste foto (il santino elettorale di Sivo e l’abbraccio Chieco-Di Gioia, ndr) per evidenziare quello che spiegherò dopo». Intanto Paparella esprime rammarico per il fatto che l’associazione Talos non abbia avvertito l’esigenza di illustrare il progetto anche ai competitor di Chieco. Paparella, come altri, apprezza il lavoro di Di Gioia e i nobili obiettivi dell’associazione Talos nonché di tutti gli oltre 100 sostenitori del progetto.
Il 6 agosto 2021 – prosegue Paparella – viene sottoscritto il contratto di donazione tra Comune e Associazione dove si stabilisce che il possesso del bene si intenderà trasferito al donatario a decorrere dalla data del verbale di acquisizione della statua da redigersi tra le parti ad avvenuta individuazione degli spazi in cui allocare la stessa.
Tra le proposte dell’associazione vi è piazza Matteotti, ma a richiesta di autorizzazione da parte dell’Area 5 la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio risponde in modo negativo, proponendo di scegliere un posto delocalizzato, come uno slargo o giardino pubblico non circondati da edifici di valore storico. Intanto, l’11 giugno 2022 il progetto si presenta alla città a piazza Menotti Garibaldi.
Il 15 giugno 2022, dopo un sopralluogo congiunto, l’Area 5 del Comune propone alla Soprintendenza come luoghi di allocazione della statua il viale di piazza Dante, nel punto parallelo alle due fontane oppure piazza le Monache. Nel frattempo, la Pro Loco di Ruvo di Puglia, che boccia la proposta di installare la statua nel centro storico per il forte impatto visivo e l’assenza di armonia con il contesto, scrive all’allora ministro della Cultura Dario Franceschini chiedendo di fermare il progetto.
Nell’estate del 2022, la Direzione generale del Dipartimento per la Tutela Culturale, Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dà parere definitivo e contrario alle proposte di installare la statua nel centro storico, stabilendo di individuare una allocazione più consona come gli spazi accanto alle scuole, a suggellare il legame tra le nuove generazioni e Talos, simbolo identitario dei ruvesi. Alla proposta risponde il sindaco Chieco che spiega come questo non sia possibile, mancando spazi disponibili. Paparella fa notare che gli spazi esistono e sono piazzetta Turati accanto alla Bovio; gli spazi accanto al liceo scientifico “Tedone” e alla scuola di infanzia Andersen. Alla fine, la Soprintendenza accoglie la proposta di collocare la statua in piazza Dante purché l’altezza totale – tra statua e piedistallo – non superi i 4 metri, i lavori siano costantemente monitorati dai tecnici, sia data notizia dell’inizio e dell’esito dei lavori, ci sia la relazione del direttore dei lavori.
Il 20 ottobre 2022 arriva l’autorizzazione dalla Soprintendenza alla installazione della statua e il 16 novembre dello stesso anno viene approvata la delibera di Giunta con cui si autorizza la installazione della stessa. Le variazioni tecniche apportate al progetto prima dell’autorizzazione definitiva vengono illustrate nel corso di un incontro pubblico a Palazzo Caputi a dicembre 2022.
Il 21 ottobre 2023 viene svelata al pubblico la statua di Talos: la città si divide tra gli estimatori dell’opera e i detrattori della stessa che, da quando si è venuti a conoscenza del progetto, si sono interrogati sull’opportunità che in uno spazio pubblico, sottoposto a vincoli, sia installata un’opera “privata”. Così i consiglieri di Fratelli d’Italia decidono di approfondire la questione e danno vita a una fitta corrispondenza con la Soprintendenza, attraverso richieste di documenti e fascicoli; altri documenti sono richiesti dal consigliere Paparella mediante «regolare richiesta di accesso agli atti» che testimoniano le interlocuzioni tra Soprintendenza e Comune di Ruvo di Puglia.
A febbraio 2024, la Soprintendenza dispone dei controlli e accerta che ci sono delle anomalie rispetto a quanto autorizzato. La statua e il piedistallo superano i 4 metri consentiti (altezza effettiva 4.84 metri); la pavimentazione non è conforme; ci sono le iscrizioni dei nomi degli sponsor alla base delle sedute e questo non era stato specificato nel progetto finale. Per questo motivo emette, nei confronti del Comune, un decreto di ripristino allo stato autorizzato. Il Comune replica che non è stazione appaltante e per questo diffida l’associazione Talos al ripristino dello stato dei luoghi. Un gesto che Paparella giudica da scaricabarile, che contrasta con l’antica sintonia con l’associazione e alcuni dei protagonisti del progetto come Lidia T. Sivo e Max Di Gioia, ai quali va il sostegno di Paparella.
Il Comune chiede una sanatoria paesaggistica che non viene concessa perché piazza Dante è un bene culturale e tutelato, spiega ancora Paparella. Il Comune deve ripristinare lo stato di quello che è stato autorizzato. Intanto, la Soprintendenza informa il Comune che se non si dovesse ottemperare a quanto richiesto, sarà attivata la procedura di emissione del decreto sanzionatorio.
Paparella precisa che da parte dell’organo del Ministero della Cultura c’è sempre la buona volontà di evitare tale soluzione per consentire al Comune di ripristinare lo stato autorizzato. Ma alla fine si giunge al 24 settembre 2024 quando viene emesso il decreto sanzionatorio che impone al Comune, nel termine di 90 giorni (quindi entro il 24 dicembre 2024) di rimuovere gli elementi difformi da quanto autorizzati nonché quelli abusivi, perché privi di autorizzazione (iscrizione degli sponsor). Se dovessero decorrere inutilmente questi giorni, sarà cura del Ministero della Cultura provvedere con recupero delle spese nei confronti del Comune di Ruvo di Puglia. La conferenza stampa si conclude con la dichiarazione di Paparella: «Attenderemo il 24 dicembre. Noi vigileremo».
Commenti
-
Egregi politici, ci sono cose molte più importati da sistemare e fare una vera opposizione, gli 84 cm in più e le scritte dei sponsor, non sono la rovina della nostra città, ma ben altro. Non aggrappatevi agli specchi. Volete che i cittadini vi danno ragione, avete alzato un polverone che, se dovessero sistemare le vs richieste ci vorranno dei soldini. Chi li paga questi soldini? sempre noi!!! Dovete innalzare le vostre idee sulle cose veramente serie e saperle vincere!!! Non è facile amministrare e sedersi alla prima poltrona, (premetto che non sono ne di dx e ne sx) ma aspetto che voi amministrate questo paese per sentire delle belle su di voi.
-
Se resta un pizzico di buon senso nella testa degli amministratori ruvesi, dovrebbero decidersi a spostare la statua (con fin troppo rispetto parlando) di Talos. È un progetto mal concepito e mal eseguito! Il ripristino allo stato autorizzato presenta problemi e criticità di non poco conto. Io ho una proposta sul luogo in cui collocare quel presunto monumento: una delle due rotatorie antistanti il ponte della zona industriale. Suggerisco anche il testo della targa illustrativa da apporre alla sua base: “OPERA DI ARTIGIANO, NON DI ARTISTA”.
-
ma questa sovrintendenza … avrà altri ca…pperi da fare? o no?
una statua è sempre un monumento, dal latino monere, ammonire, ricordare, rendere esempio.
questa statua nello specifico ammonisce a non giocare con le frecce che è pericoloso … e che cosa, ormai l’hanno messa, a toglierla è un casino peggiore …-
Quella presunta statua è una blasfema profanazione di un Simbolo di Ruvo!!! Il Gigante Talos o si rappresenta, anche in forma scultorea, com’è raffigurato sul Vaso, o non si rappresenta! Rappresentarlo diversamente è blasfemo, profanatorio e insultante per la Storia del nostro paese! Girate per Roma, per esempio, e, se ci riuscite, provate a trovare una rappresentazione non canonica della Lupa e dei due Gemelli! Non la troverete! Perché i romani sono più intelligenti dei ruvesi e sanno preservare il loro patrimonio simbolico da iniziative blasfeme (e artisticamente inconsistenti) come il Talos di piazza Dante!
-
-
Scusate qui non si sta parlando della statua come è stata riprodotta, possa piacere oppure no, e dove è stata posizionata, ma sul partito FDI che ha alzato un polverone su questa questione, sulla messa in opera non inerente al progetto, ripeto e lo ripeto al partito ci sono cose molte cose più importanti da risolvere al ns. paese l’opposizione deve far valere la sua voce tipo … rimuovere i parcheggi a pagamento a regolarizzarli come è prevista la legge, visto che tutti i cittadini si lamentano, è solo un mio pensiero del disagio cittadino, ma ci sono tante altre cose, che combattere al progetto del Talos. La verità che l’opposizione nel consiglio comunale bada solo a criticare e non aiutare a dare il meglio alla città. Mi sono messo a ridere che un consigliere della opposizione ha fatto opposizione per la ciotola del cane ubicata a piazza Dante … ma per favoreeeeee








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti