L'intervista

Il ruvese Vincenzo Mastrorilli vince il suo primo trofeo da allenatore

Giuseppe Tedone
Giuseppe Tedone
Vittoria della Grugliasco Basket © Vincenzo Mastrorilli
«Sono contento di aver vinto il campionato Under 15 e per il secondo posto con la squadra Under 14. Questa è stata una stagione sportiva fondamentale per la mia crescita come allenatore. Adesso mi attendono nuove sfide»
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Vogliamo raccontarvi la storia di un allenatore ruvese di basket, Vincenzo Mastrorilli, classe 1996, che dopo aver giocato a basket, ha ottenuto il tesserino come allenatore e ha fatto i primi passi in Puglia, per poi svolgere questo ruolo, per cinque in Piemonte, partendo da Biella, per poi passare alla Collegno Basket e alla Basket Grugliasco.

Quest’anno ha ricoperto il ruolo di primo allenatore nei campionati di serie D; Under 15 e Under 14. Dopo tanti sacrifici, in quest’annata sportiva ha vinto il primo trofeo da allenatore, nel campionato Under 15 in cui Grugliasco ha battuto in finale l’Alfieri Basket.

Quali emozioni hai provato vincendo il campionato Under 15? Ti aspettavi il successo in finale contro l’Alferi Basket?

«È sempre bello vincere un campionato a prescindere da qualsiasi categoria. Il merito è stato di tutto il gruppo che si  è creato durante quest’annata, a cui abbiamo aggiunto due ragazzi rispetto alla passata stagione. Sono sincero: mi aspettavo questo risultato visto anche quello finale della gara, con cui Grugliasco ha vinto per 105-51.  Tutti i ragazzi a disposizione sono stati i protagonisti in campo. Sicuramente, tra le quattro squadre qualificate alla Fase Finale eravamo tra i favoriti e non abbiamo deluso le aspettative, quindi posso affermare che la vittoria finale sia stata più che meritata».

Sei stato impegnato anche nella Finale con il Campionato under 14: è arrivato il secondo posto dove avete perso contro Moncalieri. Puoi ritenerti soddisfatto del risultato ottenuto?

«Per quanto riguarda il campionato Under 14, posso affermare che abbiamo disputato una stagione al di sopra delle nostre aspettative: non che sia sorpreso di questo risultato se si considera il livello non molto eccellente in tutto il Piemonte. Posso ritenermi più che soddisfatto, nonostante abbiamo perso la finale contro Moncalieri, con cui mi congratulo. È stata una gara molto combattuta, ma Moncalieri è stata più determinata rispetto a noi, utilizzando più cambi a disposizione e realizzando anche triple decisive nel momento più decisivo della gara. Al di là del risultato non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi».

Come reputi la tua esperienza a Grugliasco? Cosa ti porterai dentro di te di questi anni?

«Posso ritenere la mia esperienza vivace: questo è il termine più adatto per questi anni. Ho fatto parte di un gruppo di allenatori molto preparati, che mi ha permesso di lavorare in maniera impeccabile. Sicuramente sarò sempre legato a tutti loro, spero che lo stesso valga anche per loro nei miei confronti. Quest’esperienza mi ha aiutato a crescere molto sia dal punto di vista umano, oltre che da quello tecnico».

Vuoi rivolgere un ringraziamento in particolare a qualcuno?

«Oltre a ringraziare tutti i miei colleghi che mi hanno sostenuto in questi lunghi anni qui in Piemonte, ci tengo a ringraziare particolarmente i dirigenti delle due squadre Salvatore Macrì e Antonio Mancino, che ci hanno sempre sostenuto, non facendo mancare mai la loro presenza, incoraggiando sia a me ma soprattutto i ragazzi, considerata la loro giovanissima età».

Consiglieresti ai tuoi coetanei di affrontare un’esperienza fuori dalla propria Regione?

«Non so se sono grado di dare dei consigli, perché ognuno di noi ha un proprio percorso. Sicuramente quest’esperienza è stata importantissima per me, perché ho avuto la possibilità di confrontarmi con allenatori con grandi esperienze alle loro spalle: se adesso ho acquisito più consapevolezza in me lo devo a tutti coloro che ho conosciuto durante il mio percorso in Piemonte. Il consiglio che mi sento di dare è quello di provare nuove esperienze, perché solo così si può crescere confrontandosi con nuove realtà e arricchire il proprio bagaglio personale».

Dopo l’esperienza in Piemonte, ritornerai in Puglia?

«Posso affermare ufficialmente di ritornare nella mia Puglia: al momento non c’è nulla di concreto, quindi non posso sbilanciarmi sul mio futuro. Il mio augurio è quello di trovare un progetto su cui avrò piena fiducia. Valuterò attentamente ogni proposta che mi giungerà».

Cosa pensi del movimento cestistico pugliese paragonandolo ad altre realtà italiane?

«Sono molto impressionato dalla presenza di squadre pugliesi nel campionato di serie B, a differenza di Torino dove al momento non è presente alcuna realtà. Da pugliese mi auguro sempre più compagini locali anche nel terzo campionato nazionale, ma soprattutto spero che si investa molto nei settori giovanili, anche se conosco qualche società che vuole provaci a dimostrazione che serve affrontare campionati con giocatori d’esperienza. Questo è da stimolo per i più giovani che vogliono avvicinarsi sempre di più alle prime squadre. Come anche nella vita, se si lavora sempre molto bene alla fine  i sacrifici vengono sempre ripagati».

sabato 18 Giugno 2022

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