Otto Santi, fede e tradizione della lunga e rituale veglia dei ruvesi

Sotto una luna piena e un cielo terso, illuminata dal fioco chiarore delle fiaccole e dal candore dei lini ai balconi, la processione degli Otto Santi, a cura della Confraternita Opera Pia San Rocco, si è snodata dalla piccola chiesa di San Rocco

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Sotto una luna piena e un cielo terso, illuminata dal fioco chiarore delle fiaccole e dal candore dei lini ai balconi, la processione degli Otto Santi, a cura della Confraternita Opera Pia San Rocco, si è snodata dalla piccola chiesa di San Rocco, in una gremita piazza Matteotti, e ha percorso le principali vie della città sino alle 9.30 del mattino, quando è rientrata, accolta dalle commosse parole del vescovo Domenico Cornacchia e sulle note del Concerto Bandistico “N. Cassano”.

La processione, ricordiamo, è stata posticipata, causa maltempo, alle 2.30 di Venerdì Santo, «il giorno della solitudine, del dolore più profondo – come ha sottolineato il Vescovo che ha esortato tutti a essere come il Cireneo che ha aiutato Cristo, durante la salita al Calvario, non solo perché gli era stato imposto ma anche per amore.

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«Nel giorno del sacrificio di Cristo, ricordiamoci di dare una mano, asciugare una lacrima, aiutare a portare le croci». Il Vescovo ha ringraziato fedeli, confratelli, associate e soprattutto i portatori dell’ultracentenario gruppo statuario, ricco di storia, di fede e della pietas ruvese, come testimonia la mostra “Ruvo e il Giovedì Santo”, allestita dalla Confraternita a pochi passi dalla chiesa di San Rocco.

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