Lavoro, Cgil Puglia lancia raccolta firme per i referendum abrogativi. Si firma anche a Ruvo

Sicurezza sul lavoro © Unsplash
Obiettivi sono tutela contro i licenziamenti illegittimi, superamento della precarietà, sicurezza nel lavoro in appalto. A livello nazionale, la campagna di raccolta firme è partita lo scorso 25 aprile
Quattro quesiti su tutela contro i licenziamenti illegittimi, superamento della precarietà – sulla quale abbiamo fatto un focus, attraverso una testimonianza -, sicurezza nel lavoro in appalto. Obiettivo: 500mila firme da raccogliere entro l’estate per l’indizione dei referendum popolari nella primavera del 2025.
Il messaggio che la Cgil intende lanciare è che il lavoro, le persone e le loro vite devono essere centrali nella società, elemento fondamentale per uno sviluppo sostenibile e giusto, «contro politiche e modelli che negli anni hanno colpito salari e vite di uomini e donne – al punto che oggi si è poveri anche lavorando –, precarizzando e rendendo più ricattabili e quindi meno sicuro chi lavora».
Quattro proposte abrogative, depositate in Cassazione e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale che hanno visto il via alla raccolta firme il 25 aprile. In Puglia, la campagna di raccolta firme è stata presentata ieri dalla segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, nel corso della conferenza stampa nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, alla presenza dei giuslavoristi e docenti Roberto Voza e Vincenzo Bavaro, i quali fanno parte della Consulta giuridica della Cgil nazionale che ha lavorato alla stesura dei quesiti. Si può firmare anche a Ruvo di Puglia, nella Camera del Lavoro Cgil, su corso Carafa 2.
Gli obiettivi dei quattro quesiti abrogativi del referendum 2025
Quesito n. 1 – Lavoro tutelato. L’obiettivo è cancellare le norme sui licenziamenti del Job Acts che consentono di non reintegrare una lavoratrice o un lavoratore licenziata/o in modo illegittimo nel caso in cui sia stato assunto dopo il 2015.
Quesito n. 2 – Lavoro dignitoso. L’obiettivo è cancellare il tetto massimo all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato nelle piccole aziende (meno di 15 dipendenti) affinché sia il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite.
Quesito n. 3 – Lavoro stabile. L’obiettivo è quello di cancellare la liberalizzazione dei contratti a termine per limitare l’utilizzo a causali specifiche e temporanee.
Quesito n. 4 – Lavoro sicuro. L’obiettivo è cancellare la norma che esclude la responsabilità solidale delle aziende committenti nell’appalto e nel subappalto, in caso di infortunio e malattia professionale della lavoratrice e del lavoratore. Per maggiori approfondimenti cliccare qui.
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