Cronaca

Blocco feste patronali, incontro proficuo tra Regioni e associazioni del settore

La Redazione
«Ringraziamo la Regione Puglia che ha promesso attenzione al tema e un immediato tavolo tecnico al completo per ridare sostegno al comparto, praticamente fermo da ottobre 2019, causa Covid»
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Feste patronali ferme da due anni: le associazioni di categoria della Puglia legate al mondo delle tradizioni e della devozione popolare avevano scritto al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano; al presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, S.E. Mons. Donato Negro; al direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Aldo Patruno per dare voce a comitati, bande, luminaristi, fuochisti, giostrai, artigiani e venditori ambulanti e per chiedere la costituzione di un tavolo tecnico. L'istanza era stata sottoscritta da Graziano Cennamo (presidente di PugliArmonica aps); Benedetto Grillo (presidente dell’Associazione Nazionale Bande da Giro); Giuseppe Truppa (delegato Regionale Associazione Pirotecnica) e Vito Maraschio (presidente dell’Associazione Luminaristi Pugliesi). 

«Con soddisfazione – fanno sapere le associazioni -, venerdì 25 febbraio, abbiamo partecipato al tavolo tecnico istituito dalla Regione Puglia, al quale erano presenti Aldo Patruno; il capo di gabinetto di presidenza, Claudio Stefanazzi; la dirigente del Teatro Pubblico Pugliese, Claudia Sergio; altri responsabili regionali ai quali abbiamo rappresentato tutto il nostro rammarico e disagio per le nostre categorie che, a oggi, non hanno alcuna risposta sulla ripartenza delle  feste patronali, nonostante la graduale abolizione delle restrizioni determinate dall’epidemia da Covid-19 con la riapertura di tutte le attività, dai lavori pubblici, alle scuole di ogni ordine e grado, dai cinema ai teatri, stadi e persino discoteche. In un clima sereno e costruttivo, abbiamo ricordato che le precedenti restrizioni imposte dall'emergenza hanno soppresso tutte quelle forme di aggregazione sociale, tra cui le feste popolari e le manifestazioni religiose, per cui tutte le attività culturali ed economiche a esse strettamente legate sono praticamente ferme da ottobre 2019, evidenziando altresì che, già dal 2020, è in vigore un protocollo – richiesto al Ministero dell’interno dalla stessa C.E.I. – che riapre alle feste patronali e relative processioni. 

Inoltre, con il protocollo dell’11 giugno 2020, “Applicazione delle misure di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Esigenze determinate dall'esercizio del diritto alla libertà di culto. Modalità di svolgimento delle processioni religiose” e il relativo emendamento 2.1500/20 al ddl. 2488 , approvato lo scorso 10 febbraio, durante i lavori al Senato, che disciplina e consente ufficialmente lo “svolgimento delle feste popolari e delle manifestazioni culturali di notevole interesse anche quando si svolgono in modalità itinerante e in forma dinamica” riteniamo sia fondamentale e urgente un confronto costruttivo con la Cep per permettere di far tornare al lavoro e dare continuità a tutte quelle attività lavorative, culturali ed economiche legate alle feste popolari e alle manifestazioni religiose e poter cosi pianificare una ripartenza, a maggior ragione oggi che, dopo oltre due anni, abbiamo il dovere di ridare dignità ai lavoratori di questo indotto – messo in pericolo dalla crisi di settore – quanto garantire la continuità stessa delle tradizioni della nostra terra e di buona parte della nostra memoria collettiva.

Il mondo delle tradizioni e della devozione popolare è indissolubilmente legato ai momenti e alle celebrazioni religiose, pertanto è fondamentale sin da subito far ripartire l’attività dei tanti volontari che compongono i Comitati feste patronali e che rendono possibile la realizzazione delle feste e degli eventi legati alla tradizione popolare. Continuare ad attendere servirà a ben poco: infatti, è noto che l’organizzazione di eventi di sorta non sia riducibile a pochi giorni. È necessario oggi adottare criteri e decisioni più miti e consapevoli perché a questi appuntamenti è legata la sopravvivenza di intere categorie di lavoratori e secoli di storia del nostro patrimonio culturale immateriale. Ringraziamo ancora una volta la Regione Puglia che ha promesso attenzione al tema e un immediato tavolo tecnico al completo per cercare in ogni maniera di ridare un segno tangibile di normalità e speranza ai nostri territori e alle nostre attività artistico/culturali».

giovedì 3 Marzo 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 16:14)

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