Cronaca

A Serra Petrullo il sogno di un’isola felice per la fauna selvatica

La Redazione
Il progetto di Lipu e Fondazione "Angelo Cesareo" mira alla protezione degli animali selvatici, stanziali e migratori, nonché a consentire il recupero del dialogo tra uomo e natura
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Serra Petrullo Angelus Novus come isola felice, a pochi chilometri da Ruvo di Puglia, per gli animali selvatici, stanziali e migratori. Questo è l’intento della Fondazione Angelo Cesareo che ha la sua sede proprio sull’altura dell’area premurgiana: un progetto da realizzare in collaborazione con la Lipu, che si occuperà della gestione attraverso il referente Andrea Caputi Jambrenghi.

«Dall’inizio della pandemia – spiega in una nota Nicola Cesareo, presidente della Fondazione – si parla del rapporto che l’essere umano ha con la biodiversità, considerando l’esistenza di piante e fauna selvatica come un impedimento allo sviluppo umano che, spesso, va di pari passo con il consumo di suolo e con la sempre crescente cementificazione a discapito di habitat fondamentali per la sopravvivenza di specie selvatiche, cui la nostra esistenza stessa è strettamente collegata per tutti i benefici che, a vario titolo, otteniamo dalla “natura”. Per dare un segnale contrario rispetto a quello che è il modello di sviluppo attuale, abbiamo pensato di rendere il luogo che circonda la Fondazione "Angelo Cesareo” un luogo in cui la fauna selvatica, sia stanziale sia migratrice, possa avere spazi in cui sostare durante la migrazione o vivere tutto l’anno. Per fare questo abbiamo pensato di incrementare il numero di flora funzionale ad aiutare la sopravvivenza della fauna selvatica e di creare delle pozze d’acqua con una tecnica molto simile a quella della realizzazione dei muretti a secco, per creare riserve d’acqua durante le nostre estati sempre più calde e afose. La piantumazione di nuovi alberi e la creazione di queste pozze d’acqua sono soltanto due dei primi passi che intendiamo compiere per dare una svolta ancor più positiva a questo luogo, con la speranza che possa trasformarsi in un luogo di ristoro per la fauna selvatica che, per adesso, si limita principalmente a specie di uccelli come il Pettirosso, il Merlo, lo Stiaccino e la Ballerina bianca o a mammiferi come la Volpe. Altre azioni che saranno messe in atto con il passare del tempo vedranno l’installazione di nidi per varie specie di uccelli, per pipistrelli e, come già detto, la costruzione di pozze d’acqua che possano servire sia per bere sia per attirare la fauna selvatica che è solita vivere nelle vicinanze dell’acqua. Quando abbiamo pensato di mettere in atto questo progetto di “ripopolamento”, abbiamo tenuto conto anche della presenza dei cacciatori nel periodo in cui la caccia è consentita. Ci siamo chiesti se questa iniziativa non fosse di aiuto ai cacciatori nella ricerca della fauna selvatica cacciabile: chiaramente siamo coscienti del fatto che, se la nostra speranza di incrementare la fauna selvatica presente dovesse funzionare, esporremmo gli animali al rischio di essere impallinati. Tuttavia pensiamo anche  che nel 2021 la caccia sia un’attività che non abbia più alcun senso e alcuna utilità se non quella di consentire l’uccisione di specie selvatiche con l’aggravante della dispersione del piombo e delle cartucce di plastica nell’ambiente, spesso e volentieri non raccolte da chi pratica l’attività venatoria. Con questa iniziativa vorremmo rendere questo spazio una zona in cui la caccia non possa essere praticata, uno spazio in cui si potrà fruire della biodiversità senza dover convivere con chi vuole stare in natura imbracciando un fucile; vogliamo dare un segnale di inversione di tendenza per dare la possibilità a chiunque abbia voglia di vivere la natura in maniera pacifica e rispettosa di poterlo fare nonché di fornire alle giovani generazioni una nuova idea del rapporto con la flora e la fauna che non prevede alcuna azione che possa danneggiarla».

martedì 28 Dicembre 2021

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Patrizia Maiella
Patrizia Maiella
6 mesi fa

Bellissima iniziativa!!! Bravissimi!!!