“Vita da Ines” di Giulio De Leo vince a Roma

Elena Albanese

insieme al collega Sandro Carnino, ha vinto “Extralarge”, il Concorso Nazionale di Documentari nell’ambito della 15° edizione di Arcipelago, Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini.

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Giulio De Leo è nato a Ruvo nel 1973, si è formato artisticamente presso l’atelier del Teatro Kismet Opera di Bari e ha perfezionato le sue conoscenze presso la Scuola D’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano.

Lo scorso giugno, insieme al collega Sandro Carnino, ha vinto “Extralarge”, il Concorso Nazionale di Documentari nell’ambito della 15° edizione di Arcipelago, Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini tenutosi a Roma dal 15 al 21. Un concorso prestigioso, organizzato dalla Direzione Generale per il Cinema e patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Capitale, dalla Regione Lazio e dalle Biblioteche di Roma.

La loro opera, “Vita da Ines”, racconta, attraverso i gesti, il lavoro e le stesse parole della protagonista, l’esistenza di Ines Vignudelli, una contadina di ottantadue anni che in ostinata solitudine vive a “La lastra”, il podere dell’Appennino bolognese dove è nata e cresciuta. Ha due vacche, una vitella, un cane, un gatto, 15 conigli, 8 galline e 7 pulcini. “Le sue mani forti e sapienti ci accompagnano in stalla, al desco, su e giù per una scala, alle gabbie dei conigli, in veranda, al letamaio e nella stanza del pane dove il lavoro si fa nutrimento. I suoi passi incerti eternamente ritornano a questi luoghi e li segnano come tappe di un ciclico divenire dove ogni ritorno è un viaggio a sé, un viaggio che merita di essere osservato”, recita la sinossi dell’opera. “La vita di Ines si rivela una vita al presente, una danza dal tempo irregolare, ora larga e calma, ora rapida ed efficace” e ci viene presentata senza fronzoli nei 50’ di documentario. Ines è una donna forte, allo stesso tempo ingenua come una bambina e saggia come lo può essere solo chi ha vissuto tanto a lungo. Non a caso, nel 2006, L’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Bologna ha pubblicato il soggetto del video nella raccolta Talenti Femminili.

Un soggetto nato nel lontano 2003 ad opera dello stesso De Leo, che ha ricevuto anche il patrocinio scientifico dell’Istituto Etnografico di Ferrara ed è poi stato prodotto da Paolo Mariani per Segnavia Wegmarken Onlus di Monza.

Il riconoscimento in una manifestazione così nota per il circuito cinematografico nazionale è sicuramente un ottimo punto di arrivo per una carriera iniziata nel 1995, considerando anche che la Giuria era composta da un pool di esperti del settore, quali Giovanna Boursier (regista e giornalista “Il Manifesto”), Gianfranco Pannone (regista) e Gregorio Paonessa (produttore). Ma è soprattutto un punto di partenza per nuovi spunti e nuove idee. Il premio infatti consiste in servizi di post-produzione offerti da Eta Beta SpA per un valore di 6500 € e 15 minuti di materiale d’archivio offerti dall’AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico per un valore di 3500 €.

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