Video: il Diario del campo “Paolo Colli”

Francesco Scarongella

Storia di una importante iniziativa nell’ ambito ambientale.

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Qualche giorno fa veniva annunciato l’inizio di una importante iniziativa nell’ ambito ambientale,il campo antincendio “Paolo Colli”.

Sinceramente eravamo molto scettici sulla partecipazione e la riuscita dell’iniziativa ma ora che siamo arrivati al tramonto di questa favolosa esperienza dobbiamo necessariamente ricrederci. Infatti per rendere partecipi coloro che per vari impegni non hanno potuto presenziare questo evento, cercherò di descrivere brevemente gli accadimenti più importanti di questi quindici giorni.

Dopo l’allestimento del campo e l’arrivo dei mezzi antincendio della croce bianca coratina, i volontari si sono impegnati nella pulizia della zona e dei sentieri limitrofi dalla carte e i rifiuti lasciati da qualche scellerato passante. Le giornate sono trascorse tranquillamente, i turni di avvistamento si sono svolti regolarmente e non sono stati avvistati focolai.

Tutto però e cambiato nel caldissimo pomeriggio di Domenica 22 luglio. Improvvisamente un volontario di Brindisi ha avvistato una colonna di fumo grigio a circa quaranta chilometri dalla nostra località.

Subito i mezzi antincendio e i volontari si sono spostati per raggiungere il focolaio che si trovava nel bosco di Rogadeo nei pressi della Ruvo-Altamura e controllare la situazione. Lì erano già presenti i mezzi della guardia forestale che ha indicato ai volontari le modalità con cui offrire il loro ausilio alle operazioni di spegnimento.

Abbiamo utilizzato 1500 litri d’acqua dalla cisterna del mezzo della croce bianca il quale ha dato un prezioso supporto nello spostare gli alberi che intralciavano il percorso dei mezzi. Subito dopo, verso le 18:00, siamo ritornati al campo dove in un momento comunitario abbiamo fatto una sintesi di ciò che era accaduto e vagliato eventuali azioni migliorative per futuri interventi.

Quello di cui eravamo stati testimoni, ci aveva lasciato veramente scossi. Un conto è vedere i roghi raccontati dai telegiornali ,altro è essere a pochi metri dall’inferno e dalla distruzione della natura per la semplice incuria (o dolo?) umana.
 
Tuttavia nonostante la stanchezza, i giorni successivi abbiamo continuato imperterriti ad assicurare turni di avvistamento senza segnalazioni particolarmente gravi. Sicuramente non potremo dimenticare l’altra grande protagonista del campo, “la sera”. 

I racconti intorno al focolare, il cielo stracolmo di stelle, la luce della luna , il fruscio degli alberi spinti dal fresco vento murgiano e i pernottamenti in tenda ,a due passi dal paese, che ci hanno permesso di apprezzare ancor di più la bellezza di zone forse vissute dai cittadini solo il lunedì di Pasquetta.

Credo che questa breve descrizione di ciò che ha tinto la nostra esistenza in questi quindici giorni non possa suscitare nel lettore le stesse emozioni che noi abbiamo provato e che non dimenticheremo mai nella nostra vita. Accanto al clima e al legame comunitario che ha pervaso tutti i momenti del campo. Si cercano le bellezze a chilometri da casa quando basterebbe volgere lo sguardo e accorgersi che ciò che ci circonda merita di essere vissuto e difeso sempre più spesso…

Ringrazio per la partecipazione e il supporto dato il gruppo speleologico ruvese, il parco nazionale dell’alta murgia, l’azienda agrituristica la Ferrata, la “Be Board”, i volontari di fare verde puglia di Ruvo di Puglia: Gabriele Campanale, Michele Pinto, Axana Susi, il dott. Mario Pansini, Antonio Chiarulli, Valerio Vizziello, Rossella Scarongella, Domenico Testini, Raffaele Ippedico, Michele Ferrieri, il consigliere del parco Francesco Greco, il coordinatore di fare verde puglia nel parco dott. Orazio Summo, il promotore avv. Vito Angelo Ippedico e i volontari di Brindisi,Lecce,Corato e Bitonto.

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