Via l’invidia con i mascheroni

Angelo Tedone, cultore di storia e lingua locali, ci conduce alla scoperta delle sculture che adornano le chiavi di volta dei portali degli storici palazzi cittadini

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Adornano le chiavi di volta dei portali degli storici palazzi cittadini; possono avere uno sguardo benevolo o corrucciato, a seconda dell’estro dello scultore e dell’intento del committente. Sono i mascheroni, sculture o decorazioni che riproducono un volto, su cui si sofferma l’attenzione di Angelo Tedone, cultore di storia e lingua locali, che condivide con i nostri lettori un’interessante nota.

I mascheroni di Ruvo, elementi architettonici e di superstizione – di Angelo Tedone

Passeggiando per la Ruvo ottocentesca, maggiormente lungo corso Cavour, piazza Bovio con strade annesse, o in zona S. Angelo i portoni principali di gran parte dei palazzi riportano nell’archivolto visi stravolti umani o di animali scolpiti in pietra. Sono le cosiddette facce apotropaiche (dal greco apotropein, allontanare), dette anche mascheroni.

Avevano il compito di terrorizzare e allontanare gli spiriti maligni, proteggendo gli usci dalle malvagità. Una usanza risalente agli assiro-babilonesi, agli Etruschi, Greci e Romani che adornavano con queste facce i templi, ritenendole guardiani e richiamando le maschere tipiche del teatro greco, con bocche aperte, al fine di spaventare le entità malevole, con occhi storti, orecchie sproporzionate e lingua penzoloni.

Nel costruire nuovi palazzi a Ruvo, questa tradizione fu mantenuta anche al fine di non fare entrare in casa le persone invidiose che venivano infastidite dalla loro vista sull’uscio. Si arrivò a vere competizioni per la realizzazione delle maschere più belle, realizzate con splendide manifatture artistiche da bravi artigiani meticolosi, alle prese con la dura pietra della Murgia.

In ogni manufatto sopravvive un grande patrimonio spirituale; infatti era raffigurata la testa perché era una delle parti più importanti dell’essere umano nella quale risiedevano i saperi e le virtù in grado, quindi, di scacciare gli spiriti maligni dall’edificio.

Il nucleo antico di Ruvo non è stato intaccato da tale usanza; al contrario troviamo porte e finestre con stemmi riportanti ostie e calici che testimoniano una presenza religiosa (gesuita e cattolica) di predicatori che cercavano di diffondere un diverso modo di vita, lungi da ataviche superstizioni.

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Commenti

  • Luigi Elicio (utente non verificato)

    Anche se non ti conosco devo complimentarmi con te che mi hai spiegato il significato della mia maschera con le mie iniziali (anzi di mio nonno). Grazie

  • Orzoway (utente non verificato)

    Via l’invidia con i mascheroni? Non è meglio Viva l’indivia con i maccheroni?