Via Francigena del Sud, cresce il flusso dei pellegrini: tappa ruvese per lo chef-camminatore Marco Dalla Giovanna

Iscrizione Via Francigena a cura dei Lions

A raccontarlo è Adele Mintrone, presidente del Comitato Via Francigena del Sud – Corato, Andria, Ruvo e Bitonto, realtà che da anni coordina l’accoglienza e il supporto ai camminatori lungo le quattro tappe del percorso nel territorio

909 2 commenti

L’estate lungo la Via Francigena del Sud si apre con un continuo e vivace passaggio di pellegrini provenienti da diverse parti del mondo. A raccontarlo è Adele Mintrone, presidente del Comitato Via Francigena del Sud – Corato, Andria, Ruvo e Bitonto, realtà che da anni coordina l’accoglienza e il supporto ai camminatori lungo le quattro tappe del percorso nel territorio.

Il 4 giugno ha fatto tappa ad Andria Marco Dalla Giovanna, 29 anni, chef originario di Fidenza, impegnato in un lungo cammino che lo porterà fino a Santa Maria di Leuca. Partito il 23 marzo dalla Valle d’Aosta, il giovane pellegrino sta percorrendo a piedi oltre duemila chilometri lungo l’antico itinerario francigeno.

Marco lavora come chef in una struttura alberghiera della Val Pusteria e ha scelto di concedersi un anno sabbatico per realizzare un progetto che unisce viaggio, ascolto e relazioni umane. Nel suo zaino porta infatti “Twalk”, un’iniziativa nata per promuovere l’incontro autentico tra le persone durante il cammino.

«Il progetto Twalk – racconta Marco Dalla Giovanna – mi sta facendo capire quanto siano belli l’incontro e l’ascolto durante il cammino. Conoscere persone penso che sia la cosa più bella del mondo. Twalk è un’idea che nasce da un concetto molto semplice: camminare insieme e parlare davvero».

Marco ha fatto tappa a Corato, a Ruvo e Bitonto e continuerà il suo viaggio verso il Sud. Durante il percorso è stato accolto e supportato dal Comitato Via Francigena del Sud guidato da Adele Mintrone, che gli ha garantito assistenza logistica e ospitalità in diverse tappe pugliesi. «Gli abbiamo offerto supporto per gli alloggi in varie tappe della Via Francigena in Puglia durante il suo cammino – spiega la presidente –. Nelle tappe di Corato-Andria e Ruvo-Bitonto sarà ospitato anche da alcuni dei suoi follower, che hanno scelto di condividere con lui un tratto di questa esperienza».

Ancora incantati dagli oliveti, Marco e il suo compagno di cammino Philippe sono giunti alle 11.30 di venerdì scorso a Ruvo di Puglia dove sono stati accolti da don Niccolò Tempesta, parroco della chiesa di Santa Lucia: i due viandanti trascorreranno la notte nella foresteria. Nel pomeriggio hanno visitato la Cattedrale e si sono immersi nei sapori della cucina rubastina (QUI). Il giorno dopo sono partiti alla volta di Bitonto.

Marco è soltanto uno dei numerosi pellegrini che da marzo stanno attraversando il territorio lungo la Via Francigena del Sud. C’è chi viaggia a piedi e chi in bicicletta, come Roberto, partito da Londra e da Canterbury e diretto verso il Sud Europa e la Puglia. Alcuni concludono il loro percorso a Santa Maria di Leuca, altri scelgono di proseguire ancora, spingendosi fino a Gerusalemme.

«Quest’anno abbiamo accolto numerosi pellegrini provenienti dal Canada e continuiamo a registrare arrivi dalla Francia – racconta Adele Mintrone –. In particolare stiamo incontrando molte donne over 70. Il pellegrino più anziano che abbiamo accolto aveva 82 anni».

Dietro questi lunghi viaggi non vi è soltanto il desiderio di conoscere nuovi territori. Sempre più spesso il cammino rappresenta una ricerca personale e spirituale, soprattutto per le giovani generazioni.

«I pellegrini ci raccontano spesso il desiderio di ritrovarsi, di riprendere le redini della propria vita e di rallentare il ritmo di una quotidianità sempre più frenetica. Le motivazioni spirituali stanno diventando sempre più presenti nei racconti di chi percorre la Via Francigena».

Negli ultimi anni Corato e Andria sono diventate non solo tappe di passaggio, ma vere e proprie destinazioni. Cresce infatti il numero di gruppi che scelgono di fermarsi per tre o quattro giorni per visitare il territorio, conoscere la sua storia, le sue tradizioni e i suoi luoghi di interesse culturale e religioso.

Parallelamente aumentano anche le partenze locali. Tra queste quella del pellegrino coratino Norberth, che porta nel proprio zaino una storia personale da condividere e un messaggio di rinascita. Non mancano poi gruppi di professionisti partiti da Andria verso mete situate a nord di Roma e, da quest’anno, anche nuove partenze da Bitonto lungo il Cammino Micaelico.

Tra i tanti pellegrini accolti dal Comitato in questi anni, Adele Mintrone ricorda con particolare emozione Eamonn Mullaly, marito di Sarah Mullally, prima donna a ricevere la carica di Arcivescovo di Londra.

Nel maggio del 2025 Eamonn percorse, in incognito, le quattro tappe francigene di competenza del Comitato – Andria, Corato, Ruvo e Bitonto – ricevendo l’accoglienza e l’ospitalità garantite dalla rete locale. Al termine della sua esperienza lasciò parole che il Comitato conserva ancora oggi come una delle testimonianze più significative del lavoro svolto.

«Sono davvero colpito dal modo in cui voi e la vostra organizzazione trattate lo straniero. Questa è una vera testimonianza cristiana». Particolarmente sentito anche il messaggio dedicato alla tappa di Corato: «Volevo solo ringraziarti in modo speciale per la fantastica visita guidata di oggi. È stato davvero speciale ascoltare la vita di Luisa Piccarreta e come il suo lavoro di mistica abbia ispirato altre persone. Grazie anche per l’introduzione al Santuario della Madonna Greca di Corato. Questa storia è davvero speciale. Il modo in cui la speranza può nascere dalla disperazione è chiaramente dimostrato dal modo in cui le persone furono salvate dalla peste. È un esempio di come Gesù possa cambiare la vita di ognuno di noi se lo lasciamo entrare, indipendentemente da quanto difficili possano essere le nostre circostanze personali».

Parole che, secondo Adele Mintrone, rappresentano un riconoscimento per tutte le persone che negli anni hanno creduto nel progetto della Via Francigena del Sud.

«Questi ringraziamenti desideriamo estenderli a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che credono nel cammino francigeno e che, ogni giorno, contribuiscono alla sua crescita. Grazie a tutti loro e grazie a tutti noi». La presidente sottolinea inoltre il lavoro costruito in oltre dieci anni di attività.

«Quando abbiamo iniziato, in Puglia non esisteva una rete strutturata di accoglienza dedicata ai pellegrini. In questi anni abbiamo costruito ciò che prima era inesistente: un vero Comitato di accoglienza e una rete stabile di ospitalità che oggi dialoga e collabora con le realtà del Gargano e del Salento. È stato un percorso impegnativo, che ha richiesto sacrifici, costanza e una forte collaborazione tra associazioni, istituzioni, strutture ricettive, volontari e cittadini. Senza questa rete e senza il contributo di tante persone che hanno saputo riconoscere il pellegrino come qualcosa di diverso da un semplice turista, probabilmente saremmo rimasti al buio per anni. Abbiamo realizzato un grande lavoro con il territorio e per il territorio. Un impegno portato avanti esclusivamente grazie a persone di buona volontà, che continuano a credere nel valore del cammino come esperienza umana, spirituale e culturale. È grazie a loro se oggi la Via Francigena del Sud rappresenta una realtà concreta e riconosciuta, capace di accogliere pellegrini provenienti da tutto il mondo».

avatar

Commenti

  • Mario Amato (utente non verificato)

    Grazie per ciò che fate, sono piccoli gesti che valorizzano il territorio, la sua gente e rafforzano l’uminità tutta che si incontra in cammino.

  • Lupo Alberto (utente non verificato)

    Ma che bellissimo articolo. Sono diventati tutti camminatori ma di lavoratori penso che non ci sia più nessuno. Ora certamente Ruvo di puglia avrà una grandissima invasione di turisti e certamente quel piccolo ostello in piazzetta le monache non basta più. Allora gli alloggiamo preso il convento dei domenicani ed altri conventi presenti in città. Poi diamo slancio ad aperture di nuovi negozi nel centro storico sempre che le “pulci” non distruggano tutto. Saluti.