Ventuno anni fa moriva don Tonino Bello. Ricordiamolo così.

Francesca Elicio

Due giorni prima della sua morte egli scrisse un testamento che rappresenta una importante prova della bontà infinita del vescovo

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Oggi 20 aprile, non è solo il giorno di Pasqua. Ventuno anni fa infatti moriva il tanto amato don Tonino Bello, vescovo della diocesi di Molfetta- Ruvo- Giovinazzo- Terlizzi che ha scolpito i cuori di tutti per la sua infinità bontà e il suo modo di fare diverso da tutti.
Per commemorarlo, abbiamo posto qui di seguito il testamento che scrisse il 18 aprile, esattamente due giorni prima della sua scomparsa. Egli era cosciente di morire, ma non smise di far prevalere il suo amore per la vita e per tutto ciò che lo circondava.                                        

Molfetta, 18 aprile 1993.

Oggi, 18 aprile 1993, giorno ottavo dalla Pasqua del Signore, con piena consapevolezza e libertà, dispongo quanto segue: L'abitazione familiare sita in Alessano, la dono alla Parrocchia della Trasfigurazione del Signore in Alessano, al fine che venga costituito in essa un centro culturale per la promozione integrale della gioventù alessanese, intitolato alla carissima mamma Maria Imperato Bello e a me ; la libreria che è nel Palazzo Vescovile di Molfetta la dono al Seminario Vescovile di questa diocesi. Eventuali doppioni delle pubblicazioni siano destinati al centro di cultura di cui ho detto; tutte le carte personali e tutti gli oggetti di mia proprietà li dono ai miei fratelli Marcello e Trifone; l’automobile la dono alla C.A.S.A. di accoglienza di Ruvo; tutti i proventi dai diritti editoriali di tutte e singole le pubblicazioni, li dono a Pax Christi Nazionale. Ricordo tutti con gratitudine. Mi hanno riempito le mani di tanti mezzi e il cuore di tanto amore, che ho cercato di distribuire a tutti. Ho voluto bene a tutti e sempre. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e assistito durante la mia malattia. Ricordo e benedico l’intera diocesi di Molfetta- Ruvo- Giovinazzo- Terlizzi, e in special modo tutti e singoli i sacerdoti, ai quali chiedo ancora una volta perdono. Ricordo e benedico il Seminario Vescovile e il Seminario Regionale di Molfetta; ricordo e benedico il Seminario Diocesano di Ugento, la Parrocchia Sacro Cuore di Ugento, tutta Tricase, l’intera Alessano e i miei concittadini. E’ il giorno del Signore. Ed è bellissimo.

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Commenti

  • ruvese doc. (utente non verificato)

    Nonostante siano passati cosi tanti anni dalla sua scomparsa non si riesce a dimenticare una persona cosi speciale di una infinita bontà…specialmente chi come me lo ha conosciuto di persona….leggere questo testamento poi,scritto due giorni prima della sua morte, fa veramente effetto…

  • castello 61 (utente non verificato)

    Chapeau davanti a cotanto UOMO. Chi lo ha conosciuto, non lo dimenticherà mai!!!!