Vaso di Talos, continua il braccio di ferro tra Comune e Soprintendenza

La Redazione

Ultima lettera del Sindaco inviata lo scorso 11 giugno, ma il prezioso reperto resta ancora lontano da Ruvo.

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L’Amministrazione Comunale risponde, con una articolata missiva del Sindaco, al Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia sulle questioni del Vaso di Talos e della valorizzazione del Museo Nazionale “Giovanni Jatta”.

Il Consiglio Comunale, con un ordine del giorno adottato il 12 febbraio 2013, stigmatizzò il comportamento “non collaborativo” della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia circa la decisione di spostare temporaneamente il Vaso di Talos all’estero, richiedendo al Ministero competente di comunicare tempestivamente al Comune il ritrovamento di reperti archeologici nel territorio ruvese e di informarlo sugli spostamenti e le allocazioni dei medesimi. Il Consiglio auspicava, altresì, di essere tenuto al corrente delle azioni e delle iniziative della Soprintendenza inerenti al Museo Jatta.

Nella sua replica dell’8 marzo 2013, il Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, dott. Luigi La Rocca, dopo aver ribadito che l’esodo temporaneo del Vaso di Talos rientra nelle facoltà della Soprintendenza, al fine di rendere accessibile il reperto ad un pubblico più numeroso e transnazionale, ha eccepito un certo “disinteresse” della Civica Amministrazione in merito alla valorizzazione della raccolta museale, sostenendo, fra l’altro, che “i rinvenimenti effettuati a Ruvo negli ultimi decenni” (da ultimo una sepoltura della prima Età del Ferro) sono stati “costantemente resi noti agli stessi Amministratori  e alla cittadinanza”. Il Soprintendente, inoltre, ha evidenziato che “ogni attività di valorizzazione del patrimonio archeologico rubastino è stata finora sostenuta e finanziata esclusivamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali”. Né gli risulta che abbia avuto seguito il progetto di realizzare, nell’ex convento dei Domenicani, il Museo Civico Archeologico, naturale “estensione” del Museo Jatta.

Il Sindaco, con una articolata missiva datata 11 giugno 2013, ha risposto puntualmente e dettagliatamente agli “addebiti” mossi dal Soprintendente. Il Primo Cittadino, in particolare, ha elencato tutti i cospicui costi sostenuti dal Comune per il funzionamento del museo, nonché le numerosissime iniziative, comunali e della Pro Loco di Ruvo di Puglia, alcune delle quali risalenti al lontano 1968, dirette alla promozione ed alla valorizzazione della raccolta museale, di cui il Vaso di Talos costituisce il pezzo più pregiato e rinomato. Non risponde, quindi, a verità quanto dichiarato dal Soprintendente, né, agli atti dell’Amministrazione Comunale, vi è traccia di comunicazioni relative ai rinvenimenti archeologici più recenti. Men che meno ne è stata informata la cittadinanza.

Il Sindaco, senza intenti polemici, nell’ottica di una fattiva collaborazione con la Soprintendenza e tutti gli Enti preposti, auspica che si superi il “dualismo” Amministrazione – Soprintendenza, “compartecipando e non trincerandosi in tagli netti, dove l’Ente da lei rappresentato fa tutto e la comunità ruvese nulla”. La nota sindacale si chiude con la richiesta di un incontro col Soprintendente, al fine di “condividere le azioni che potrebbero vederci  fianco a fianco impegnati nel futuro, come i cittadini che serviamo si aspettano da noi”.

*Si ringrazia Dott. Salvatore Bernocco Ufficio Comunicazione Comune di Ruvo di Puglia

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Commenti

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    Ed ecco un altro, immancabile, “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole… e più non dimandare” facendosi scudo di leggi che, probabilmente, potrebbero essere anche lette in altra chiave, oltre che ricamando sull’operato della nostra Amministrazione. Ovviamentissimamente, ignorando le leggi non scritte, quelle del buon gusto. ▪Non risulta né a chi scrive, né a suoi amici e conoscenti, alcunchè sui “rinvenimenti effettuati a Ruvo negli ultimi decenni” (da ultimo una sepoltura della prima Età del Ferro)” resi noti alla cittadinanza. Di grazzzia, dove sono custoditi, quei “rinvenimenti”???

  • TRIC TRAC (utente non verificato)

    E’ chiaro il soprintendente ci sta’ pigliando x il culo il vaso deve restare a Ruvo x incrementare il turismo,dei ritrovamenti fatti in questi ultimi anni non si sa nulla ne tanto meno è stata informata la cittadinanza ruvese,forse ci sono altri interessi celati dietro il vaso di Talos(Pandora)Ruvesi facciomogli sentire a gran voce che ci siamo e chi siamo anche il caso di tirar fuori i nostri attributi,forse il sopra citato non sa di che pasta siamo fatti noi ruvesi che venga a Ruvo ribadire cio’ che ha scritto.

  • Marco Armani (utente non verificato)

    Se vogliono vederlo vengano a Ruvo, non capisco perchè dobbiamo mandare il vaso in trasferta per farlo ammirare in altre strutture (sicuramente a pagamento), mentre noi siamo costretti a dire hai turisti “purtroppo il vaso più importante della collezione è momentaneamente assente, tornate in un’altro momento”.

  • franco dacorato (utente non verificato)

    ancora una volta si assiste ad uno scippo di quanto questa Terra possiede e ogni giorno ci restituisce- comunque ,se mi permettete- al di la della lungimirante benevolenza di chi ha creato e donato il museo JATTA , è indiscutibile che proprio detto museo è del tutto INCAPIENTE per i tesori ivi contenuti- si deve trovare in ogni modo un contenitore degno e del tutto capiente per i visitatori che, potenzialmente, potrebbero essere indirizzati a visitare e godere delle meraviglie delle nostre vestigia. cominciamo a far conoscere al mondo che quantità di documenti antichi e quale è la qualità degli stessi- non tutti ,anzi pochi, sanno di cosa si tratta-pubblicità

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    Sembra che i nostri reperti attengano solo alla storia ruvese (by the way, Sovrintendenza permettendo), non anche alle radici di coratini e terlizzesi, tanto per menzionare le più vicine. Sembra inoltre che, chi di doverissimo anche moralmente, abbia ben altro di cui occuparsi, piuttosto che informare gli indigeni aventi incontrovertibilmente diritto. Sembra che i talleri per la cultura siano da elargire in manifestazioni che, di culturale, hanno solo la pretesa; altro che musei! Sembra che le vestigia del nostro passato siano una barbosissima pratica da relegare nel dimenticatoio. Sembra che la Casa Della Cutura (!) sia L’esaustiva pietra miliare. E se la smettessimo, di disturbare i conducenti?