Valentina Vezzali: «Se i politici facessero sport, si imparerebbe molto di più sul gioco di squadra»

La campionessa olimpica, oggi deputata di Scelta Civica per l'Italia, è intervenuta in favore della candidata sindaco Mariatiziana Rutigliani. L'intervista per RuvoLive.it
L’incontro
E’ stata la campionessa- ora onorevole – Valentina Vezzali ad aprire la serata dedicata allo sport organizzata dalla candidata sindaco Mariatiziana Rutigliani. Una serata che ha unito in sé la forza delle donne e la voglia di rendere l’attività fisica un mezzo utile alla crescita e alla formazione del soggetto: questi i temi principali dell’evento.
All’appello erano presenti alcune associazioni di Ruvo di Puglia, pronte a mostrarsi al pubblico: ognuna portavoce di sport come basket, calcio, ballo, judo, kick boxing, tutte a testimoniare quanto questo aspetto sia importante anche in una piccola realtà.
Salvatore Matarrese ha aperto la serata. Ha sottolineato quanto sia impellente la voglia di cambiare politica cittadina: «Il team di Mariatiziana è un team di persone che credono in un impegno comune, di persone che assumono decisioni importanti. C’è bisogno di volti nuovi e di persone nuove che possano affrontare una politica nuova. I cittadini hanno l’obbligo di chiedere conto alla politica. Il desiderio è quello di realizzare una politica di cittadini destinata ai cittadini».
Ma sicuramente il personaggio più atteso della serata è stata proprio Valentina Vezzali, che ha esordito esprimendo la sua voglia di rinnovare la realtà esistente, dando maggiore spazio allo sport, ma soprattutto alle donne. Donne che si rivelano sempre più protagoniste di cambiamento. Attraverso il racconto della sua vita sportiva, la Vezzali ha voluto trasmettere il messaggio di non mollare mai e di credere sempre in tutto ciò che si fa. Bisogna lottare sempre per raggiungere il traguardo sperato, fino a quando non si legge la parola fine. «Il mio ingresso in politica è stato dovuto essenzialmente al fatto che c’è bisogno adesso di far parlare di sport. Se tutti i politici facessero sport, si imparerebbe molto di più sul gioco di squadra. E’ importante avere degli obiettivi chiave: il mio è appunto quello di promuovere lo sport. E’ impensabile che non ci siano insegnanti di attività motoria nelle scuole primarie. Questo porta solo alla sedentarietà dei nostri ragazzi».
In merito alle donne: «Bisogna continuare a lottare per le pari opportunità. E’ impensabile che su 203 capoluoghi di provincia ci siano solo tre donne e che in Parlamento la presenza femminile si aggiri intorno al 30%. La maggior parte dei ruoli ricoperti sono tutti maschili».
L’intervista
A termine del suo intervento, abbiamo intervistato la campionessa per approfondire alcuni aspetti.
Cosa crede si possa fare per valorizzare maggiormente lo sport?
Credo sia importante il ruolo dei genitori, che devono sin da subito indirizzare i propri figli nella pratica di uno sport. Anche le amministrazioni comunali giocano un ruolo fondamentale. La primissima cosa che bisogna fare è investire nelle strutture sportive. Lo sport ha bisogno di enorme valorizzazione, va compresa la sua funzione sociale. Facciamo sì che ciò si sviluppi sin dalla scuola materna attraverso il gioco. I genitori hanno l’obbligo di non lasciare i figli soli, affinchè non crescano in modo sedentario.
Crede ci siano dei modelli a cui poter far riferimento?
Sicuramente la Francia è un modello da seguire. Lì lo sport viene insegnato sin da subito nelle scuole. Però purtroppo ogni popolo è diverso, quindi ognuno ha dei propri modi di vedere le cose. Bisogna comunque fare in modo di incrementare il numero di palestre e di associazioni.
Ha parlato tanto della forza che ciascuna donna porta in tutto ciò che fa. Come possono essere combinate tra loro le parole donna, sport e futuro?
Inizio col dire che le donne hanno ancora molto da lottare, sicuramente più degli uomini, per vincere le battaglie affrontate. Solo lottando si può tornare ad ottenere un alto livello. Non solo nello sport, ma anche nei mestieri normali le donne hanno un ruolo inferiore: basti pensare alle giornaliste sportive, che sono meno degli uomini. Oppure uno sport svolto da un uomo ha più rilevanza rispetto ad uno svolto da una donna. Mi ricordo a questo proposito che la squadra di calcio femminile si allenava sempre dopo quella maschile, o nei ritagli di tempo in cui loro non si allenavano. Però sono felice di poter dire che ora la Federazione sta creando norme a favore delle donne: dopo infatti che queste prendono il congedo per la maternità, possono tornare a gareggiare partendo esattamente dallo stesso ranking, cosa che prima non era possibile. E non solo: diversi progetti stanno andando in porto, tutti con lo scopo di poter dare maggior rilievo alle atlete donne. Si spera questa posizione vada sempre più migliorando.
Non poteva che essere soddisfatta dell’incontro Mariatiziana Rutigliani, che si è detta allenatrice della sua squadra pronta a raggiungere obiettivi concreti, mostrando sempre lo stesso impegno.
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