Vaccinazioni antiCovid, la Asl Bari condivide strategie coi 41 Sindaci della Città Metropolitana

Centri hub e personale volontario per ottimizzare il piano vaccini in tutto il Barese. Le vaccinazioni, da fine marzo, saranno aperte a pazienti fragilissimi e soggetti divisi per età decrescente
Organizzare grandi centri hub per le vaccinazioni antiCovid-19 su larga scala, posizionati in punti strategici del territorio per ottimizzare dei vaccini, nel rispetto del crono programma e delle categorie stabilite da Ministero e Regione.
Questa la strategia della Asl Bari nella campagna vaccinale illustrata, oggi, nel corso della conferenza dei sindaci dei 41 comuni della Città Metropolitana di Bari, tenuta dal direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, con l’assessore regionale alla Salute Pierluigi Lopalco, il sindaco della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro, e il direttore del Dipartimento di prevenzione Domenico Lagravinese.
«Ogni forma di programmazione dipende dalla disponibilità dei vaccini – ha detto Lopalco –. Dobbiamo predisporre da ora le vaccinazioni che, da fine marzo, saranno aperte a una fascia più larga di popolazione, comprendente pazienti fragilissimi, servizi essenziali e soggetti divisi per età decrescente. Grazie alla collaborazione con Anci – ha aggiunto Lopalco -, bisogna attrezzare strutture per ottimizzare il numero di operatori sanitari per vaccinare più persone contemporaneamente, quando passeremo a volumi più grandi da gestire».
Un contributo importante sarà dato dalla Medicina generale, specie per fissare la partenza delle vaccinazioni domiciliari, a cui l’assessore Lopalco ha fatto riferimento durante la conferenza. «Sono ottimista, metteremo in campo anche i medici di Medicina generale: l’accordo sta per essere firmato e presto saranno definite modalità e tempistica di questa collaborazione».
I grandi hub saranno dedicati alla campagna vaccinale su larga scala, in quanto in possesso dei requisiti richiesti: all’esterno facile accessibilità e parcheggi; all’interno, spazi idonei per attesa e osservazione post vaccinazione, segnaletica dedicata, postazioni per la composizione dei vaccini, frigoriferi per la conservazione delle fiale, poltrone per le somministrazioni, servizi igienici e carrello di emergenza. Le sedi saranno individuate sulla base di due criteri: almeno una per ambito territoriale distrettuale e con una distanza che non sia superiore ai 20 chilometri dal centro hub proposto.
«Siamo pronti a raccogliere le disponibilità da parte dei Sindaci per predisporre strutture idonee che si prestino, da un punto di vista logistico e strutturale, ad accogliere il maggior numero di utenti e ad accelerare i tempi della campagna vaccinale – ha spiegato il dg Sanguedolce –. Più grandi centri abbiamo e più aumenteremo l’efficienza della performance vaccinale, fermo restando la disponibilità delle dosi. Le sedi hub sono da individuare insieme alle Amministrazioni comunali in estrema sintonia e collaborazione, per ottenere ottimi riscontri su compliance (adesione, ndr) e produttività vaccinale».
La Asl si sta preparando alla estensione del piano di somministrazione anche reclutando su base volontaria altro personale sanitario. «Abbiamo fatto una manifestazione di interesse, una chiamata alle armi, per i nostri dipendenti, ottenendo la disponibilità di 1.500 operatori Asl tra medici, infermieri, assistenti sanitari e personale amministrativo per le procedure di accettazione e registrazione dei dati – ha annunciato il Direttore generale –. Oltre a questo, sarà pubblicato nei prossimi giorni un altro bando destinato a professionisti in pensione che vogliano candidarsi ad eseguire le vaccinazioni».
Per tutti gli altri medici che non rientrano nelle categorie previste dai due bandi e che vogliano fare attività volontaria e gratuita nella campagna vaccinale, la Asl mette a disposizione una mail dedicata (direzione.generale@asl.bari .it) a cui far pervenire le adesioni.
Il direttore del Dipartimento di prevenzione, Domenico Lagravinese, ha ribadito ai Sindaci l’importanza di una logistica ottimale per assicurare un buon processo vaccinale. «Servono spazi ampi, personale sanitario per anamnesi veloce, e più postazioni per le vaccinazioni il percorso va valutato nella sua interezza. L’organizzazione alle spalle deve essere solida ma anche flessibile alle diverse esigenze del piano vaccinale e delle differenze tra le varie comunità».
Nel corso della conferenza è stato fornito ai Sindaci un report aggiornato con le vaccinazioni finora effettuate e con i dati relativi all’andamento epidemiologico attuale.
Sono state eseguite fino al 2 marzo 11.098 somministrazioni agli over 80, 4.454 agli operatori scolastici e 1.267 alle Forze dell’ordine.
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