Usd Talos Ruvo: quale futuro?

Salvatore Vernice

Il presidente Vito Ippedico chiede all’Amministrazine comunale “pari dignità” con tutte le altre società sportive ruvesi.

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A distanza di quasi due mesi dalla fine del campionato di Promozione, in casa USD Talos Ruvo regna una grande incertezza, ma questo non per cause addebitabili alla società del presidente Vito Ippedico, ma ai forti dubbi che la società nutre nei confronti dell’amministrazione comunale.

«Da quando è terminato il campionato, ma anche prima – dice il massimo esponente societario – nessun amministratore comunale si è fatto vivo, a cominciare dal neo assessore allo sport, Nico Curci, che, come presidente della massima società calcistica ruvese, non ho mai avuto il piacere di conoscere. Attualmente viviamo nella più grande incertezza, soprattutto nei riguardi della struttura. Non sappiamo quando inizieranno i lavori ma, cosa più grave, non sappiamo quando avranno fine. Qualche giorno fa abbiamo solo ricevuto una missiva in cui ci veniva chiesto di “sgombrare”, ma nessun accenno faceva sui tempi di realizzazione. In questa maniera come è possibile programmare un campionato che secondo le nostre intenzioni doveva essere d’avanguardia?».

Questa sera il presidente Ippedico avrà, però, un incontro con Sindaco e Assessore. «Veramente quest’incontro l’ho sollecitato io al Sindaco Michele Stragapede, perché altrimenti avremmo continuato ad essere ignorati. In verità l’assenza dell’amministrazione è cominciata dopo il periodo di gestione dell’assessorato da parte di Mimmo Fiore, dopo le sue dimissioni, il campo sportivo e la nostra società, che ha nel suo interno oltre cento ragazzi, sono scomparsi dall’interesse “comunale”».

Vito Ippedico è un fiume in piena e cerca così di dare una scossa all’ambiente. «A Ruvo si sta tenendo il Maggio Sportivo, ma in questa festa dello sport cittadino, la nostra società non è mai stata invitata e né tantomeno menzionata tra le manifestazioni in corso. L’assessore Curci ha come suo motto “Lo Sport è Cultura”, ma cose si fa a parlare di cultura sportiva, quando si ignora una società come la nostra. Noi non vogliamo essere trattati meglio rispetto ad altre realtà sportive cittadine, ma vogliamo pari dignità. Voglio solo ricordare che quando il titolo del Ruvo emigrò in quel di Altamura, con molta fatica e con l’impegno economico dell’intera società, siamo riusciti a far rivivere il calcio nella nostra città. Ora però non vogliamo che questo nostro sforzo sia disatteso e non solo per la nostra società che crediamo meriti maggiore rispetto, ma soprattutto per una tifoseria e per una città che non merita tutto questo.

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