Università di Bologna, laurea ad honorem per Antonio Carrante

Elena Albanese

Nato nel 1895 a Ruvo di Puglia, era iscritto alla Facoltà di Ingegneria. Sottotenente di fanteria, perì il 13 marzo 1916 a Monte Calvario, in provincia di Gorizia. Oggi pomeriggio la cerimonia

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Provenivano da tutta Italia gli studenti iscritti all’Università di Bologna che partirono per il fronte durante la Prima Guerra Mondiale e non fecero più ritorno.

Fra loro c’era anche il giovane Antonio Carrante. Nato a Ruvo di Puglia nel 1895, frequentava il primo anno del Biennio per ingegneri nella facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali – come si legge sul suo fascicolo -. Fu poi trasferito alla Scuola d’applicazione per Ingegneri e Architetti.

Col grado di sottotenente di fanteria, cadde colpito a morte il 13 marzo 1916 a Monte Calvario, in provincia di Gorizia, mentre «giunto a un passaggio obbligato fortemente battuto dal tiro di una mitragliatrice nemica, ritto, sprezzante del pericolo, con mirabile serenità e calma, incitava i suoi ad avanzare». Insieme al fratello Luigi, anche lui morto nella medesima guerra, fu insignito della Medaglia d’argento al Valore Militare.

A maggio del 2017, l’ateneo del capoluogo emiliano ha lanciato un appello per rintracciare i parenti o discendenti di coloro che, «per le problematiche connesse con la gravità del periodo, non ricevettero il riconoscimento previsto per onorare i caduti – spiega a RuvoLive.it la professoressa Sandra Marciatori, responsabile dell’organizzazione informatica dell’Archivio storico -. Incrociando i dati presenti nei fascicoli degli studenti mobilitati per il fronte con l’Albo d’oro dei caduti nel 1915-18 presente sul sito del Ministero della Difesa e ricavato dalla pubblicazione “Albo d’Oro dei militari caduti nella guerra nazionale 1915 – 1918”, edito dal Ministero della Guerra, costituito da ben 28 volumi, abbiamo potuto accertare che ben 47 nostri studenti furono omessi per assenza di notizie (Luigi Carrante ricevette il riconoscimento il 9 gennaio 1919, ndr).

Grazie alla collaborazione delle Amministrazioni comunali da noi contattate, del Gruppo Alpini bolognesi romagnoli e dei social del nostro Ateneo, siamo riusciti a contattare 13 discendenti».

Oggi pomeriggio, alle 16.30 nella Biblioteca universitaria, a loro fisicamente – e simbolicamente a tutti gli altri – sarà consegnata la pergamena di laurea ad honorem in memoria dei propri congiunti, in occasione del centenario della fine del conflitto.

«L’iniziativa giunge a compimento dopo un percorso complesso –racconta il referente scientifico dell’Archivio storico, il professor Roberto Balzani -. Si è trattato di un’operazione delicata, perché il tempo trascorso è davvero molto. In diversi casi si sono perse le tracce, le famiglie si sono estinte o hanno mutato residenza. Abbiamo lanciato, tramite i social dell’Università, messaggi in bottiglia, per stimolare un “chi l’ha visto?” davvero particolare. Siamo riusciti così a circoscrivere un gruppo di individui i cui parenti superstiti riceveranno materialmente la laurea. Per gli altri, che saranno comunque menzionati, la laurea sarà trattenuta dall’Università.

Naturalmente, il conferimento della laurea collettiva avverrà con tutti i crismi, come meritano questi sfortunati giovani di 100 anni fa», conclude il professor Balzani.

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