Una pizza maxi-gigante per sfidare stomaco e palato

Francesca Elicio

Non mancano le critiche da parte del titolare: «Ruvo di Puglia non è un paese pronto a cogliere le novità proposte»

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Una pizza maxi- gigante, due bevande, mezz’ora di tempo ed uno stomaco da far paura. Questi gli ingredienti per poter partecipare alla gara proposta dalla pizzeria da asporto “I Centauri” che si tiene ogni martedì.

In cosa consiste la gara? E’ molto semplice: ogni partecipante è tenuto a mangiare una pizza maxi-gigante (di circa 60 cm) e a bere due bevande a scelta in soli mezz’ora. Chi riesce in questo intento non paga né pizza né bevande ed in più riceve qualche gadgets in modo simbolico. Chi invece non riesce, paga una somma simbolica di 15€.

Una trovata originale per aumentare la clientela e soprattutto per aumentare le attività di svago a Ruvo di Puglia. E non solo i ruvesi hanno apprezzato questa gara: anche persone dai paesi limitrofi hanno accettato la sfida, non riuscendoci. Al momento tra le cinquanta persone che si sono cimentate in questa lotta contro il tempo (e lo stomaco) solo uno è risultato vincitore.

«Questo è un modo per creare un po’ di attività di divertimento qui a Ruvo»- ci spiega il titolare della pizzeria. «L’idea della gara è nata dopo aver guardato un programma su DMax e abbiamo pensato: perché non facciamo anche noi qualcosa di simile? Stiamo avendo il successo sperato e siamo soddisfatti della determinazione di tutti coloro che arrivano fin qui per cercare di vincere. Pensiamo di continuare questa iniziativa fino a dicembre e dal prossimo anno partire con idee ancora più originali».

Ma non mancano anche alcune lamentele: il titolare decise di aprire la pizzeria con un suo amico per tentare la fortuna. Ma la critica a Ruvo di Puglia è aspra e feroce: «Non è possibile che i cittadini di Ruvo frequentino posti che non sono del loro paese. Sono restii alle innovazioni che vengono presentate, come nuove specialità o piatti mai visti prima. Nel caso però queste vengano presentate in altri posti sono automaticamente ben accette. A Ruvo è richiesto tutto ciò che è antichità e tradizione senza essere pronti ad accettare novità e divertimento. Speriamo che con questa iniziativa ed altre presentate successivamente qualcosa possa cambiare nella mentalità del cittadino tipico ruvese».

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