Una mattina in Cantina
La possibilità di visitare la cantina e scoprire com l’uva diventi vino.
Da ormai 15 anni “Cantine Aperte”, iniziativa a livello nazionale del Movimento Turismo del Vino, è un appuntamento per molti italiani, che ne approfittano non solo per degustare la bontà della bevanda, ma anche per visitare, alle porte dell’estate, luoghi di grande attrazione turistica. È il caso ovviamente della nostra Puglia e di Ruvo, presente tra le 46 aziende aderenti della regione con la Cantina Crifo, sicuramente uno dei marchi più rappresentativi del nostro paese.
Due giornate, quelle di sabato e domenica scorsi, di assaggi accompagnati da alcuni gustosi prodotti tipici: dai taralli ai crostini conditi rigorosamente con olio extravergine di oliva, al pane col pomodoro, al salame e al formaggio…ma non solo. La possibilità, per gli intervenuti, di visitare la cantina e “scoprire” come l’uva dei soci diventi vino. Una passeggiata illuminante grazie alla guida, esperta e simpatica, all’interno della struttura, che riporta indietro negli anni, quando, da scolaretti, si seguiva attentamente la spiegazione per poi ricavarne l’immancabile tema.
Si parte dal piazzale che accoglie i cosiddetti vasconi (interamente ricoperti di vernice alimentare), i quali ricevono, nel periodo della vendemmia, l’uva che diventerà vino. Presto però, questa prima parte della produzione si sposterà in una nuova sede che sorgerà sulla SS 98, onde evitare sia i problemi relativi al traffico durante l’arrivo dei trattori e dei camion, sia l’emissione di scarichi (anche se non dannosi per la salute) nel centro abitato. I sovvenzionamenti già ci sono e la struttura sarà completata entro i prossimi due anni. Il Presidente Biagio Stragapede rassicura che tutta le parte relativa all’imbottigliamento e al confezionamento resterà in città, nell’ormai famoso edificio di via Madonna delle Grazie.
Si entra poi nella grande sala delle enormi botti in rovere. Il legno, cedendo al vino che contiene alcune delle sue sostanze, gli dà quell’aroma speziato che la nostra guida definisce in maniera romantica “etereo”, aggiungendo poi che “il vero vino è quello rosso, perché contiene le componenti iniziali dell’uva” e macera per due o tre giorni, un tempo più lungo rispetto ai bianchi e ai rosati.
Altri elementi cardine della buona produzione, che qui non sembrano mancare affatto, “sono l’ordine e la pulizia”. In effetti tutte le stanze attraversate sono linde e ben tenute. Il giro, dopo averle attraversate tutte, riporta i turisti nel grande piazzale, dove cordiali addetti servono i nuovi arrivati. Intorno, fa da cornice uno sfolgorio di lucide FIAT 500, che a quanto pare ci hanno preso gusto nel trascorrere le domeniche nella nostra città; questa volta arrivate direttamente da Bari su promessa, ovviamente, di una confezione omaggio di vini! Non di minore bellezza anche alcune moto, tra cui molte Vespa, altrettanto colorate, in bella mostra e poi montate dai rispettivi centauri per una piccola sfilata.
Per chi se lo fosse perso, il prossimo appuntamento col “vino che vi sedurrà senza farvi perdere la testa” è per il 10 agosto, notte di San Lorenzo, con “Calici di Stelle”.
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