Una centrale a biomasse a pochi chilometri da Ruvo. Casillo: «Impatto ambientale nullo»

La Redazione

L’impianto, della potenza nominale di circa 3.2 mw, verrà realizzato nella contrada coratina “San Cristoforo”, nei pressi della rotonda che interseca la Corato-Altamura e la cosiddetta “Rivoluzione”.

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L’impianto, della potenza nominale di circa 3.2 mw, verrà realizzato nella contrada coratina “San Cristoforo”, nei pressi della rotonda che interseca la Corato-Altamura e la cosiddetta “Rivoluzione”.

E’ stato presentato il 7 ottobre scorso dalla Molino Casillo spa presso il settore ecologia ed ambiente della Provincia di Bari, l’avvio della di verifica di assoggettabilità a VIA – valutazione di impatto ambientale – del progetto di un “impianto di produzione di energia elettrica da fonte biomassa” mediante un processo di digestione anaerobica per la produzione di biogas.

L’impianto, della potenza nominale di circa 3.2 mw, verrà realizzato nella contrada coratina “San Cristoforo”, nei pressi della rotonda che interseca la Corato-Altamura e la cosiddetta “Rivoluzione”.

«Questo progetto -spiega Francesco Casillo, amministratore dell’omonimo molino- costituisce un’importante integrazione della nostra filiera produttiva, in quanto le crusche derivanti dalla macinazione del grano -ovvero le biomasse- saranno sottoposte a digestione anaerobica, per la produzione di biogas, utilizzato per alimentare gruppi elettrogeni».

Tale processo, assicura l’azienda, non comporta operazioni di combustione e garantirà produzione di energia ad impatto ambientale nullo.

«In piena coerenza con gli obiettivi di tutela ambientale del nostro gruppo -continua Casillo- tale iniziativa, unitamente alla produzione di energia fotovoltaica già in corso, assicurerà il raggiungimento dell’obiettivo di essere il primo operatore totalmente “carbon free” del nostro settore – cioè che non ricorre all’uso di energia prodotta da fonti fossili – aumentando significativamente la nostra competitività».

Naturalmente, la realizzazione effettiva del progetto avverrà dopo che i severissimi controlli effettuati in fase di autorizzazione saranno stati superati.

«L’iter autorizzativo è ai primi passi. Riteniamo che le autorità preposte eserciteranno al meglio la loro funzione a garanzia non solo di tutta la cittadinanza, ma anche degli stessi soggetti proponenti. Abbiamo la convinzione -conclude Francesco Casillo- che un’iniziativa del genere sia in linea con gli obiettivi delle associazioni ambientaliste e di tutti i cittadini sensibili al tema della tutela ambientale».

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Commenti

  • curioso (utente non verificato)

    Egregio Casillo, gli impatti ambientali vanno misurati con gli strumenti più adeguati, così come la farina viene pesata con la bilancia a due cifre decimali. Non dubito della bontà dell’iniziativa ma affermazioni come “impatto ambientale nullo” sono ridicole. Attenzione.

  • chirurgomanonsolo (utente non verificato)

    Cari amici coratini e ruvesi, muoviamoci perchè il progetto è stato già presentato al Comune di Corato. Non mi voglio addentrare in una analisi dei punti controversi, nascosti, ignorati, risibili che ho evidenziato ad una prima lettura superficiale del progetto. Dico solo che a me sembra, questa, una battaglia da intraprendere a Corato ma ancor più a Ruvo anzitutto sul piano dell’informazione alla popolazione per poi arrivare alle Istituzioni e agli organi tecnici decisionali. Non posso esimermi dal farlo: verrei meno alla mia decisione di lottare per rimuovere ogni ulteriore implementazione sul territorio di cause di patologie tumorali. Si chiama “profilassi primaria” ed è questa una delle mission dell’Associazione di Prevenzione Oncologica che tanto faticosamente abbiamo fatto nascere e vivere a Ruvo di Puglia.