Una biblioteca funzionale, ricca e fruibile. Ecco come cresce Ruvo

Da più di un mese, finalmente, le aperture pomeridiane sono più che raddoppiate, e queste rimarranno le stesse anche per il mese di agosto.
Di assessori alla cultura dal 2006 se ne sono avvicendati ben quattro. Tutti validi, ma con priorità diverse. Tra i punti programmatici di tutti gli assessori una fetta importante veniva occupata dalla biblioteca. Finalmente ci siamo. Cleto Bucci è riuscito a mantenere le sue promesse. E se qualcuno può lamentarsi perchè c’è poco spettacolo, non c’è notte bianca, e neanche la notte dei popoli, possiamo dire con certezza che l’assessore Bucci in questi dieci mesi di mandato, ha fatto qualcosa di più.
Ha ridato ordine e dignità alla biblioteca. Ha portato la cultura a Ruvo, nei termini più stretti e atavici. Ha permesso che ci fosse ancora la storia, quella curiosa, fatta di aneddoti, libri, legende. Certo la struttura lascia molto a desiderare, ma vogliamo confidare nelle voci di corridoio e sperare in una sede più appropriata, per dei volumi tanto preziosi.
Da più di un mese, finalmente, le aperture pomeridiane sono più che raddoppiate, e queste rimarranno le stesse anche per il mese di agosto. Cleto Bucci ha portato a termine il lavoro dell’ex assessore Antonio Minafra, che aveva individuato dei libri antichi, patrimonio culturale inestimabile. E la sorpresa è che ci sono 30 volumi letteralmente inestimabili: sono presenti soltanto qui a Ruvo di Puglia. Infatti una trentina di volumi mancano nel catalogo nazionale SBN e quindi <<pare che li abbiamo solo a Ruvo>> . Questo patrimonio librario <<non sarà utile solo agli studiosi ruvesi bensì potrà essere consultato da un’utenza che potremmo dire nazionale e internazionale>> dichiara l’assessore Cleto Bucci.
I volumi che da secoli erano in deposito presso la scuola Media Cotugno, sono rientrati nel patrimonio “fruibile” della nostra biblioteca. Si tratta di un patrimonio prezioso: sono volumi di opere del Cinquecento, Seicento e Settecento.
Le cinquecentine, seicentine e settecentine provengono da magazzini della Scuola media Cotugno ma la loro storia è più lunga e travagliata: in realtà hanno origine dalle biblioteche dei monasteri soppressi di Ruvo e quindi sono di proprietà comunale. I volumi sono 340 dei quali 29 volumi sono stati restaurati e sono rientrati in biblioteca nel pomeriggio di mercoledì 21 luglio 2010.
Di questi 29 volumi il più antico è uno del 1520 : si tratta di un’opera sulla logica, di Mengo Bianchelli. In Italia pare che ce ne siano solo altre tre copie e tutte nell’Italia del Nord. A questa nuova dotazione, fruibile tra qualche giorno, se ne aggiunge un’altra che comprende 496 titoli che era abbandonata da decenni. Questi ultimi volumi, tra cui molte settecentine, provengono da donazioni di privati tra i quali va annoverata la donazione del Dott. Michele Cassano già podestà di Ruvo. <<Anche di questi ultimi si sta provvedendo alla catalogazione e quindi potranno essere fruibili in brevissimo tempo>> assicura l’assessore Cleto Bucci. Entrano, tra l’altro, in catalogo SBN, ben 168 titoli su Ruvo, su e anche di autori ruvesi e 5 tesi di laurea su Ruvo.
Un lavoro certosino che andava fatto, che non è plateale e probabilmente non porta fama e successo personale, nè un p,ebiscito di consensi, ma è una di quelle cose che porterà lustro alla città di Ruvo, celebre per la cultura, per l’arte e per la storia, antica come poche, e da oggi ancora più ricca.
Commenti
-
Era ora direi…questa non è crescita ma il minimo che il paese deve garantire ai cittadini.la cultura non deve avere vincoli ne orari..il titolo eslatante dell’autrice dell’articolo poteva essere ridimensionato
-
Come dire che con Bucci la cultura ruvese sta facendo la morte sua. Non ho mai letto tante amenità tutte insieme. Dopo questo articolo l’assessore Bucci entrerà certamente nella “leg-enda”
-
Finalmente qualcosa di cui andare fieri. Spero sia solo l’inizio
-
e la biblioteca è fatta.
adesso avanti con la dimostrazione della quadratura del cerchio e della teoria copernicana! -
Quello che manca a Ruvo e’ la cultura della biblioteca.. In molte citta’ invece questo diventa un luogo di studio e di incontro per molti ragazzi. Spero che questo ampliamento e questa rivalutazione del patrimonio librario di Ruvo possa introdurre questa bella abitudine in molti ragazzi ruvesi.








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti