Un commercio al servizio dei cittadini

Che beneficio potrebbero trarre i commercianti ruvesi dalla nuova normativa sulle liberalizzazioni?
Ai sensi dell’articolo 31 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201 recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (pubblicato nella G.U. n.284 del 6/12/2011 – supplemento ordinario n.251) in pari data, i titolari degli esercizi commerciali (esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita) e dei pubblici esercizi adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti ed esercizi assimilabili) potranno determinare liberamente e non più in via sperimentale il proprio orario di apertura e chiusura e scegliere di rimanere aperti in occasione delle giornate domenicali e festive e della mezza giornata infrasettimanale.
La precedente normativa, invece, limitava tale decreto alle sole località turistiche e culturali, inoltre con tale decreto, il legislatore, sempre ai fini della tutela della concorrenza, recependo il principio comunitario inerente la libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi, ha stabilito che potranno essere aperti su tutto il territorio nazionale nuovi esercizi commerciali «senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali». Le Regioni e gli enti locali dovranno adeguare i propri ordinamenti alle nuove prescrizioni entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in argomento.
Ma che beneficio potrebbero trarre i commercianti ruvesi da questa nuova normativa? In realtà questa politica del “laiser faire” non cambia di molto la situazione attuale visto che, già da qualche anno a questa parte, il commercio ruvese ha di molto risentito della “perenne” apertura dei grandi centri commerciali posti nei paesi limitrofi.
Ben venga, quindi, la chiusura dell’esercizio commerciale a discrezione del titolare tenendo conto delle usuali abitudini della propria clientela, in maggior modo pendolare che va attirata con una quelle “proposte alimentari e non” offerte, oggi, solo da grossi centri commerciali e dai commercianti delle grandi città.
Sarebbe utile un incontro tra Assessorato al commercio e attività produttive, associazioni di categoria e di consumatori per elaborare un pacchetto di proposte da presentare anche in manifestazioni, sagre e vari eventi.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti