«Un cane abbandonato ha la strada segnata», le considerazione della Tuaa
Creare un percorso di educazione cinofila per cani e proprietari trovando a monte altre soluzioni per combattere questa abitudine.
La presidente della Tuaa (Associazione Tutela Uomo Animali Ambiente), Rosa Camerino, e l’istruttrice cinofila Claudia Stanisci, hanno inviato alcune considerazioni e informazione sull’abbandono dei cani, fenomeno triste che aumenta proprio nelle prossimità delle ferie estive. Le pubblichiamo di seguito.
UN CANE ABBANDONATO HA LA STRADA SEGNATA
Arriva l’estate e riprende il fenomeno dell’abbandono degli animali.
Tanti i messaggi attraverso tv,giornali per cercare di impietosire le persone a non mettere in atto questo gesto efferato.
Purtroppo è una abitudine che non tende a ridursi.
L’Associazione TUAA ricorda le leggi relative all’obbligo di microchip pare il cane, e a non maltrattare, né abbandonare lo stesso e invita i cittadini a denunciare chi opera contra legem.
Riferimenti:
– Obbligo di microchippare il cane : L.R. 12/95
– Legge 20 luglio 2004, n.189 :
“Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”
Art. 1.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale……………………………………………………………..
3. L’articolo 727 del codice penale è sostituito dal seguente:
“Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Il maltrattamento degli animali e l’abbandono, non rappresentano solo un atto immorale ma costituiscono REATO.
Ricordiamo i tanti gravi incidenti stradali causati da animali abbandonati e il fenomeno del randagismo che ne consegue , che oltre ai risvolti etici, costituisce un notevole esborso per i cittadini.
Ma perchè si abbandona un animale?
L’animale oggi, anche quello detto da compagnia (cani, gatti, conigli, criceti etc.) sono considerati nella ns società, un oggetto e come tale, quando non ci serve piu’, senza alcun rimorso, possiamo “cestinarlo”.
Questo avviene anche per le tante difficoltà che ad oggi si incontrano quotidianamente, quando si vive con un cane: divieti nei parchi, nell’ingresso in negozi e/o uffici, difficoltà a reperire una pensione per cani, divieto di andare in spiaggia e così via.
L’associazione TUAA, ha voluto (e continuerà su questa strada) , in modo assolutamente innovativo, creare un percorso di educazione cinofila per cani e proprietari, quindi trovare a monte altre soluzioni per combattere questa abitudine e cioè intervenire sul rapporto etero specifico al fine di migliorarlo ed evitare quindi le incomprensioni e i problemi quotidiani che, se esasperati, possono addirittura portare all’abbandono.
Insomma l’abbandono spesso è dovuto alla impossibilità che l’uomo capisca e venga capito dall’animale e quindi possano avere una vita serena insieme.
Immaginate che problemi puo’ dare un cane che rompe tutto in casa, o quello che non riesce a stare fermo un minuto o abbaia di notte in condominio. Insomma nel quotidiano ci sono tantissime occasioni in cui un animale deve sapere cosa fare per vivere esperienze serene con il proprio “proprietario”.
Adottare un cane deve essere un gesto di enorme responsabilità, bisogna conoscere i bisogni di un essere diverso da noi e non improvvisare un’adozione sull’onda della tenerezza o simpatia che il cucciolo puo’ ingenerare. Tutti i membri della famiglia sono chiamati a queste responsabilità.
Dobbiamo essere pronti a conoscere a fondo e a comprendere una specie diversa dalla nostra per poterci vivere insieme serenamente e questo richiede dedizione, tempo.
Rosa Camerino
Presidente Associazione T.U.A.A.
Claudia Stanisci
Istruttrice cinofila
Commenti
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Sento solo parlare di tutela dei cani randagi, e ai “nostri” anziani, ai portatori di handicap, ai bambini che i genitori non possono permettersi di portarli al mare chi ci pensa? Penso che Ruvo ha bisogno ha bisogno di un canile ma solo per portarci dendro tutti coloro che sono diventati animali…. Questa storiella che ci viene raccontata sull’abbandono degli animali ormai non regge più, non ho mai visto un cane di razza con tanto di fiocchetti e cappottino Burberry che sia diventato un randagio. Quindi una domanda sorge spontanea: Interesse o reale emergenza? P.S. Opinione strettamente personale
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Condivido in toto…
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Maledetta dietrologia provinciale! ’Dietro’ il randagismo ci sono interessi privati, dietro i Pon, ottenuti spremendo oltre il dovuto contrattuale i docenti di una scuola c’è l’interesse degli stessi docenti, dietro iniziative che cercano di far rivivere lo sport a Ruvo c’e’ l’interesse di coloro che cercano di unire energie altrimenti perdute. Mi aspetto che un giorno di questi anche iniziative volontaristiche come l’APO verrano etichettate come iniziative di interesse privato (il mio?….) E’ sconfortante, e non basta, quando si stanchi, il consiglio dantesco: “non ti curar di loro……….”. Qualche giorno fa uno dei saccenti col sedere incollato alla poltrona e il dito facile sulla tastiera,mi rimproverava irridendomi il mio silenzio sul parco eolico. Rispondo invitandolo, purtroppo volgarmente, ad “alzare il c..o”. Chissà che ci possiamo incontrare! Onofrio Caputi Iambrenghi








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