Un anno di Pane sospeso

Grazie all’iniziativa dell’associazione NoixVoi, raccolti 1.285 euro, che hanno consentito di aiutare 257 famiglie in difficoltà
Ruvo sta sperimentando da un anno un progetto solidale che, se da un lato vuole accrescere il senso di comunità in favore di un maggiore benessere collettivo, dall’altro prova a combattere una forma di individualismo sempre più prepotente e dilagante, alimentando di conseguenza un crescente numero di casi di povertà nella nostra città.
Di fronte a una situazione di precarietà, che nasce e si sviluppa a causa di molteplici fattori ambientali, economici e relazionali, l’associazione NoixVoi, impegnata da più di quattro anni in iniziative di animazione e inclusione sociale, ha voluto promuovere il “Pane sospeso”. Si tratta di riapplicare un’antica tradizione napoletana, che consiste nel pagare in anticipo un caffè e lasciarlo in attesa di essere consumato da persone che non possono permettersi una bevanda calda.
L’iniziativa
Il progetto solidale, partito a giugno 2015, in collaborazione con la Caritas cittadina e gli scout in rete con l’associazione Orizzonti di Trani, ha scelto uno degli alimenti sacri e fondamentali della nostra tavola, il pane, che viene pagato attraverso donazioni volontarie e lasciato in sospeso per chi si trovi momentaneamente in situazioni di disagio. Realizzato in collaborazione con i panifici, prevede la possibilità che ciascun consumatore acquisti, oltre al necessario per sé, del pane per chi non ha la possibilità di farlo autonomamente, destinando una parte del resto all’interno del salvadanaio con l’apposito logo. Le donazioni vengono ispezionate mensilmente da uno staff di volontari di Caritas e NoixVoi. Attraverso una programmazione basata su principi di equità, vengono poi redistribuite in pane attraverso dei ticket nominativi assegnati agli utenti presenti nei programmi di aiuto della stessa Caritas e attraverso il progetto “Diamoci una mano” della onlus ruvese.
L’idea prende spunto da iniziative simili già in atto sul territorio nazionale. Si tratta di una nuova forma di welfare partecipato, che va oltre i target tradizionali, affiancandosi ai programmi di intervento delle politiche sociali.
I numeri
I panificatori che hanno aderito all’iniziativa solidale sono Gadaleta di corso Giovanni Jatta, Cascione di via De Gasperi, De Cillis di via Pier Gobetti, La fabbrica del gusto di via Tenente colonnello Fiore e Di Vittorio di via Valle Noè. Dall’11 luglio 2015 al 31 maggio 2016 sono stati raccolti 1.285 euro, che hanno consentito di fornire pane e alimenti primari a 257 nuclei familiari.
Il commento
«Possiamo essere sostanzialmente soddisfatti di questi dati – fanno sapere dall’associazione -, in quanto il progetto ha ricevuto la fiducia dei cittadini, molto lentamente ma con continuità, grazie soprattutto all’intervento dei panificatori solidali, primi garanti dell’iniziativa. Nell’ottica della sensibilizzazione, si continuerà a diffondere sempre più queste buone pratiche, affinché si instaurino dinamiche virtuose di solidarietà che facciano riscoprire il senso di comunità in un tempo in cui i legami sociali tendono a sfilacciarsi».
Commenti
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Magari lo facessero i politici locali quando vanno a farsi il caffe di lasciare gli spiccioli al bar per le famiglie povere








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