Ufficio cittadino del giudice di pace, battenti chiusi definitivamente

Evidente il dispiacere dell'amministrazione cittadina che tuttavia ammette «l'oggettiva difficoltà di mantenere gli uffici per gli eccessivi oneri economici che questo comporta, sia per i locali che per il personale»
Dal primo novembre l’ufficio cittadino del giudice di pace ha chiuso definitivamente i battenti.
Sebbene fosse una notizia già acquisita dalla città, a darne l’ufficialità è arrivato il decreto del 10 novembre scorso con cui il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, ha definito gli uffici del giudice di pace mantenuti e quelli soppressi ed accorpati.
La sede cittadina, purtroppo, compare in questo secondo elenco insieme a quelle di tante altre città. Nella zona risultano chiusi anche gli uffici di Acquaviva, Bitonto, Casamassima, Corato, Gioia del colle, Modugno, Rutigliano, Minervino, Molfetta.
Nel decreto si legge che «il monitoraggio della fase formativa ha evidenziato specifiche criticità connesse sia alla consistenza numerica della dotazione di personale, sia ai requisiti professionali richiesti per assicurare adeguato supporto all’attività giurisdizionale, con particolare riferimento alla mancanza di unità con inquadramento idoneo a consentire di svolgere le funzioni proprie del cancelliere; l’attribuzione all’ufficio di una dotazione minimale risulta assolutamente insufficiente per assicurare un corretto funzionamento del servizio giudiziario, anche sotto il profilo della mancata garanzia del presidio in caso di assenza dell’unica unità assegnata».
La chiusura dell’ufficio di Ruvo di Puglia – come per Molfetta – formalmente era avvenuto il 31 marzo 2014, ma nei sei mesi successivi le udienze precedentemente fissate dinnanzi ai Giudici di pace si sono svolte negli stessi uffici.
Evidente il dispiacere dell’amministrazione cittadina che tuttavia ammette «l’oggettiva difficoltà di mantenere gli uffici per gli eccessivi oneri economici che questo comporta, sia per i locali che per il personale».
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