Troppi cinghiali in circolazione: l’Alta Murgia si dota di una filiera per la lavorazione delle carni

Cinghiale
Saranno catturati e macellati: è questa la novità per arginare il fenomeno
È ormai prossimo l’avvio della macellazione dei cinghiali catturati all’interno del Parco dell’Alta Murgia, con la creazione di una filiera pilota per la gestione della carne di cinghiale e di ovini/caprini nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Dopo la protesta di migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini e consumatori scesi in piazza la settimana scorsa a Bari davanti al Palazzo della Giunta regionale per far arrivare un grido di allarme contro l’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica, è arrivata l’approvazione della delibera di giunta, e la Regione Puglia si doterà entro il 30 settembre di un Piano straordinario regionale per la gestione e il contenimento della specie.
Intanto, anche il presidente Francesco Tarantini sta collaborando con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari e con le aziende agrituristiche locali per sviluppare un progetto di lavorazione della selvaggina.
Sono state adottate numerose precauzioni per ridurre al minimo lo stress degli animali catturati: i cinghiali vengono prima storditi e poi macellati. Tarantini ha spiegato che l’impianto mobile del Parco è dotato di aree dedicate allo stordimento, alla scuoiatura, all’eviscerazione, alla tolettatura delle carcasse e al raffreddamento. Attualmente si è in attesa delle autorizzazioni necessarie da parte dell’ASL per poter avviare il progetto.
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