Tragedia ferroviaria, 23 vittime e nessun disperso

A dirlo in conferenza stampa il professor Franco Introna dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Uno dei macchinisti, il coratino Luciano Caterino, era nato a Ruvo nel 1979
Sono stati ufficializzati oggi in conferenza stampa i dati attuali sulle vittime dello scontro fra treni avvenuto ieri mattina tra Andria e Corato.
A fare chiarezza sui numeri sono stati il governatore pugliese Michele Emiliano e il professor Franco Introna dell’istituto di Medicina legale, insieme al direttore generale del Policlinico di Bari Vitangelo Dattoli e al capo del dipartimento di Politiche della salute della Regione Giovanni Gorgoni.
Le vittime
«Non ci sono dispersi», ha ribadito più volte Introna, confermando le 23 vittime. Oltre al 15enne ruvese Antonio Summo, si tratta di Giuseppe Acquaviva, Serafina Acquaviva, Maria Aloysi, Alessandra Bianchino, Rossella Bruni, Pasqua Carnimeo, Enrico Castellano, Michele Corsini, Salvatore Di Costanzo, Giulia Favale, Iolanda Inchingolo, Benedetta Merra, Donata Pepe, Maurizio Pisani, Giovanni Porro, Fulvio Schinzari, Ludovico Francesco Tedone e Gabriele Zingaro. Poi ci sono il macchinista Pasquale Abbasciano, il ferroviere coratino Luciano Caterino, nato a Ruvo il 29 aprile 1979, il capotreno Albino De Nicolo e il capostazione Nicola Gaeta.
Le salme saranno riconsegnate venerdì alle famiglie e presumibilmente sabato si terranno i funerali.
I feriti
52 sono poi i feriti transitati negli ospedali del territorio; 24 le persone ancora ricoverate, di cui otto in prognosi riservata. Tra loro anche il piccolo Samuele, che proprio oggi compie sette anni e che era in treno con la nonna Donata Pepe, morta nell’incidente.
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