Toscano (Sanb): «Sostituire il servizio di raccolta porta a porta sarebbe un errore»

L’amministratore unico di Sanb interviene nel dibattito che sta interessando alcuni comuni dell’area del barese sulla proposta di passare alle isole ecologiche di quartiere

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Nelle ultime settimane è in corso il dibattito tra i sindaci dei sette comuni dell’Aro Bari 2 (Modugno, Palo del Colle, Sannicandro, Giovinazzo, Bitetto, Binetto e Bitritto) sull’opportunità di abbandonare il metodo di raccolta rifiuti porta a porta per adottare un sistema di raccolta stradale di prossimità con isole ecologiche di quartiere, con tecnologie avanzate. Un dibattito che sta registrando posizioni diverse tra i sindaci dei comuni dell’Aro Bari 2 e che apre ad alcune riflessioni circa l’utilità del servizio di raccolta porta a porta a livello generale. A Giovinazzo, ad esempio, nei giorni scorsi il consiglio comunale ha bocciato l’idea con una mozione bipartisan.

Com’è noto, nel nostro comune, ormai da anni, si adotta il servizio di raccolta porta a porta. Servizio che ha consentito a tutti i paesi in cui opera Sanb di raggiungere percentuali elevate di raccolta differenziata, con performance che in alcuni casi sono tra le migliori in tutta la regione.

A tal proposito abbiamo raccolto l’opinione dell’amministratore unico di Sanb, l’avvocato Nicola Roberto Toscano.

Avvocato Toscano, la possibilità di sostituire la raccolta porta a porta con isole ecologiche di quartiere nell’Aro Bari 2 ha acceso un forte dibattito. Qual è la sua opinione in merito?

Il porta a porta è il sistema che, più di ogni altro, garantisce una corretta raccolta differenziata e una riduzione della produzione dei rifiuti. È stato dimostrato che responsabilizza i cittadini, migliorando la qualità della separazione e riducendo la frazione indifferenziata destinata alla discarica. Eliminare questo sistema, a mio parere, significherebbe fare un passo indietro.

Quali sono, a suo avviso, i principali punti critici delle isole ecologiche di quartiere?
Ci sono diversi aspetti problematici. Sul piano pratico, il cittadino dovrà attenersi a orari rigidi per il conferimento, come accade con i treni in stazione: se arriva in ritardo, dovrà riportare indietro i rifiuti o aspettare il turno successivo. Sul piano urbanistico, non è chiaro quante isole sarebbero necessarie per coprire adeguatamente il territorio, e questo potrebbe rendere il sistema inefficace. Inoltre, c’è il rischio di abbandono irregolare dei rifiuti da parte di chi non paga la Tari o di chi non intende rispettare gli orari prestabiliti.

Chi sostiene il nuovo sistema parla di maggiore praticità per i cittadini e di un miglioramento del decoro urbano. Non condivide questa visione?
Capisco la volontà di migliorare il servizio, ma non credo che eliminare il porta a porta sia la soluzione giusta. È vero che il sistema attuale non è perfetto ma i problemi si possono risolvere con controlli più efficaci e con un maggiore senso civico. Non possiamo arrenderci all’inciviltà di pochi e sacrificare un sistema che ha dimostrato di funzionare.

Se il porta a porta non va eliminato, come può essere migliorato?
Innanzitutto, estendendo la tariffazione puntuale (TARIP), che premia chi differenzia correttamente. Poi aumentando i controlli e le sanzioni per chi non rispetta le regole. Infine, potenziando i centri di raccolta comunali con orari più flessibili e personale di servizio, così da offrire un’alternativa per chi non può o non vuole attendere il passaggio della raccolta.

Quindi la tecnologia può aiutare, ma non può sostituire un sistema di raccolta efficace?
Esatto. La tecnologia può essere utile per ottimizzare i processi, migliorare il monitoraggio e favorire una gestione più efficiente, ma non può sostituire il coinvolgimento diretto dei cittadini. Il porta a porta ben organizzato è ancora oggi la soluzione più efficace per garantire un alto livello di raccolta differenziata e una riduzione dei rifiuti indifferenziati.

In definitiva, qual è il messaggio che vuole lanciare in questo dibattito?
Non dobbiamo abbandonare il porta a porta, ma lavorare per migliorarlo. L’idea di sostituirlo completamente con un sistema di isole ecologiche di quartiere rischia di penalizzare i cittadini virtuosi e di peggiorare la qualità della raccolta. Serve un approccio che premi chi rispetta le regole, garantisca controlli più severi e utilizzi la tecnologia per rendere il servizio più efficiente.

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