Torre Calderina, bocciato il progetto dell’Aqp per la condotta sottomarina

La Redazione

Esultano i 5 Stelle che hanno condotto una lunga battaglia a difesa dell'ambiente

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Bocciata la proposta di Acquedotto Pugliese di portare nel mare antistante l’area naturale di Torre Calderina la fogna più grande della Regione Puglia: la Commissione di Valutazione d’impatto ambientale ha espresso giudizio finale negativo e vàluta non sostenibile il progetto definitivo presentato da AqP.

Lo rende noto un comunicato diffuso dai Cittadini a 5 Stelle in MoVimento a Bisceglie.

«Dopo anni di segnalazioni e battaglie pressoché in solitaria dei gruppi di attivisti a 5 Stelle dei territori coinvolti dal progetto della condotta sottomarina di Torre Calderina – si legge nella nota -, arriva il giudizio non favorevole della Commissione Via al progetto di scarico di fogna da oltre 60mila tonnellate al giorno, concentrate in un solo punto a 3 Km dalla spiaggia nel mare tra Bisceglie e Molfetta. Ottenuto questo giudizio negativo, il progetto definitivo di scarico dei reflui dei cinque Comuni di Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi mediante la realizzazione di un’unica condotta sottomarina a servizio di una popolazione di oltre 300mila abitanti, che avrebbe scaricato nel nostro mare un volume annuo di reflui di circa 23 milioni di metri cubi, non viene nemmeno considerato ai fini della sua approvazione progettuale».

«La Valutazione d’Impatto Ambientale – prosegue la nota – ricorda che:

– gli indirizzi generali del Piano di tutela delle acque della Regione Puglia intendono promuovere la massimizzazione del recupero dei reflui depurati mediante il riutilizzo delle acque correttamente depurate, e prevedono lo scarico a mare come azione sui reflui residuali o come soluzione di emergenza;

– l’inserimento territoriale delle opere previste dal progetto interessano una zona di elevato valore paesaggistico, storico e turistico;

– il progetto non chiarisce la gestione delle portate dei reflui provenienti dai quattro impianti di depurazione in condizioni di malfunzionamento degli impianti;

– l’impianto previsto dal progetto non consente il contenimento degli impatti sull’area protetta S.ic Mare “Posidoneto San Vito-Barletta” dovute all’effetto negativo sulla qualità delle acque per la diffusione di elevati carichi inquinanti sversati nel corpo idrico ricettore;

– lo scarico di reflui e fanghi di depurazione in condizioni di malfunzionamento degli impianti comporterebbe gravi effetti negativi sugli usi della costa, sia per il rischio sanitario-ambientale che per la dequalificazione dell’intera area interessata dallo scarico.

Premesso, visto e considerato tutto quanto sopra, il Comitato Regionale per la Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza e Autorizzazione integrata ambientale propone, ai sensi dell’art. 28 c. 1 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., giudizio non favorevole di compatibilità ambientale in quanto:

– Non viene dimostrata la sostenibilità degli sversamenti dei carichi inquinanti nel corpo idrico ricettore con riferimento alla capacità portante dell’ecosistema/sito di smaltimento da valutare correttamente in relazione alle corrente di gradiente, alla capacità di assimilazione della colonna d’acqua e biocenosi bentoniche di influenza e in relazione agli apporti quantitativi di sostanze biodegradabili, nutrienti e solidi sospesi;

– Non viene dimostrata la soluzione della tecnica costruttiva in tunnel dell’opera di scarico come migliorativa degli impatti attesi sul sistema marino interessato».

«Il giudizio del Comitato Via è vincolante – sottolineano i 5 Stelle – e blocca il progetto scellerato proposto da Acquedotto Pugliese e accettato supinamente da tutte le zmministrazioni comunali coinvolte: avendo dimostrato di non avere i requisiti minimi di compatibilità ambientale, il progetto non va avanti nella fase approvativa. I Cittadini a 5 Stelle in MoVimento che oltre a partecipare a tutte le fasi tecnico-procedurali di questa storia lunga oltre tre anni, hanno sempre tenuto alta l’attenzione con sopralluoghi e lavori di denuncia indirizzati ai media e alla magistratura, sperano che finalmente si proceda verso una diversa gestione delle risorse idriche, che si provveda alla corretta depurazione delle acque reflue senza perdere tempo e soldi in inutili e faraonici progetti da decine di milioni di euro. Pretendiamo acque pulite sul suolo e in mare, paghiamo per avere acque depurate, vogliamo riutilizzare i reflui in agricoltura: basta con lo scarico a mare della fogna!»

Il documento emesso dal Comitato Via è scaricabile al link http://www.sit.puglia.it/portal/VIA/Elenchi/Procedure+VIA.

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