Talos festival, il programma di oggi

La Redazione

​Si comincia alle 18 con “My Mood, Your Mood”, la performance del musicista, chitarrista e compositore Aldo D’Introno​; si prosegue alle 20.30 con la Big Band del Conservatorio Piccinni di Bari

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Oggi, lunedì 3 settembre, appuntamento alle 18 in Pinacoteca con “My Mood, Your Mood”, una performance musicale ideata e scritta dal musicista, chitarrista e compositore Aldo D’Introno, nata da un progetto formato nell’ambito dei laboratori didattici e sperimentali promossi da Corato Open Space in collaborazione con Bembè Arti Musicali e Performative di Tommaso Scarimbolo. La performance vedrà protagonista “I Superstiziosi“, un ensemble di giovanissimi musicisti affiancati da Rosita Brucoli e Dino Martinelli aka Dyno.

Dalle 20.30, sul sagrato della Cattedrale, in scena la Big Band del Conservatorio Piccinni di Bari diretta da Vito Andrea Morra, un organico orchestrale che vanta molti anni di attività, composto esclusivamente da studenti, quasi tutti frequentanti i corsi di Jazz. In scaletta alcuni grandi classici (da Count Basie a Quincy Jones, da Lalo Schifrin a Henry Mancini), con arrangiamenti dal grande fascino alla scoperta dell’anima più autentica del jazz e alcuni brani originali e arrangiamenti scritti dallo stesso direttore. Dalle finestre che si affacciano sul sagrato, un piccolo estratto della coreografia Notturni, uno dei quattro laboratori di creazione coreografica a cura di Giulio De Leo e della compagnia Menhir, realizzato in collaborazione con l’Università della Terza età di Ruvo di Puglia.

Riprende anche l’atelier di creazione curato dalla danzatrice e coreografa finlandese Sanna Myllylahti, docente dell’University of Arts di Helsinki. Articolato in due fasi (dal 25 al 30 giugno e dal 3 all’8 settembre), ha coinvolto una ventina di danzatori e danzatrici professionisti provenienti dall’Italia e dall’estero che, sabato 8 settembre alle 18 nel Cortile della Pinacoteca, si esibiranno nella coreografia “In the middle” accompagnati dalla musica del contrabbassista Giorgio Vendola. Pattern di spostamenti nello spazio trasformano la scena in un grande disegno damascato da cui affiorano nel tempo segni, variazioni e frasi coreografiche che ne complicano la trama. In pieno stile nord-europeo, la Myllylahti ha costruito una partitura coreografica che possa costituire la base comune per il gioco di scomposizioni e variazioni individuali capaci di creare incontri inaspettati ed emozioni indefinite.

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