Talos, domani si chiude l’anteprima

Dall'8 all'11 ottobre al via la sezione internazionale ricca di ospiti. Le date e il programma
Domani, mercoledì 7 ottobre, si conclude a Ruvo l’anteprima del “Talos Festival. La melodia, la ricerca, la follia”.
Dalle 19, con ingresso gratuito, nel Palazzetto di viale Cristoforo Colombo appuntamento con la Junior Band, formazione giovanile under 16 nata nel 2014 dalla collaborazione delle scuole di musica delle associazioni “Conturband” di Turi e “Setticlavio” di Noicattaro. Un gruppo di ragazzi che coniuga musica e movimento, spaziando in un repertorio frizzante e spensierato. La band è curata nella direzione e negli arrangiamenti da Margherita Dipierro. In chiusura la Conturband, street band costituita da 15 elementi tra fiati e percussioni. Vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo preso parte, dal 2008 ad oggi, ad oltre 600 concerti in tutto il Sud Italia e non solo. Il loro scopo principale della band è proporre uno spettacolo divertente e coinvolgente che porti il pubblico ad essere parte integrante dello show, facendolo ballare, cantare e saltare.
Da giovedì 8 a domenica 11 ottobre appuntamento con il festival internazionale, ricco di grandi ospiti pugliesi, italiani e internazionali, concerti gratuiti pomeridiani in molti luoghi della città e serali nel Palazzetto, con biglietto d’ingresso a 6 euro oppure abbonamento a 20 euro.
Il primo giorno, alle 17, nella Pinacoteca di Arte Contemporanea dell’ex Convento dei Domenicani si parte con la presentazione di Cypriana, progetto discografico di Nicola Pisani (compositore, sassofonista e coordinatore del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cosenza), nel quale temi musicali selezionati dal repertorio tradizionale cipriota sono inseriti in un tessuto contemporaneo che si avvale di momenti di composizione estemporanea e include poesie e testi di poeti greci e ciprioti. A seguire, il duo composto da Michalis Kouloumis al violino e Checco Pallone all’oud proporrà un concerto dedicato alle musiche tradizionali di Cipro. Subito dopo Pallone si alternerà tra i tamburi a cornice e le chitarre con il violinista Piero Gallina alla lira calabrese. La serata al Palazzetto prenderà il via alle 20 con il concerto di Louis Sclavis, clarinettista virtuoso, compositore raffinato e prolifico, e Michele Rabbia, che prima ancora di essere un percussionista eccezionale e di teatrale gestualità, è un vero poeta e architetto dei suoni. I due proporranno uno spettacolo nel quale si incontrano musica popolare e contemporanea. Dalle 21, dopo la presentazione del pomeriggio, spazio alla musica di Cypriana, concerto per voce solista, voce recitante, jazz/traditional ensemble e coro. Si tratta di una produzione del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, con composizione, direzione e conduction di Nicola Pisani, drammaturgia di Maria Luisa Bigai, voce solista di Erica Gagliardi. Sul palco l’Orchestra Calabra e il Coro Polifonico Ottavio De Lillo con la direzione di Bepi Speranza e la partecipazione di Louis Sclavis.
Venerdì alle 16.45 la Cattedrale ospiterà il concerto in duo di Barry Guy e Maya Homburger. Dalla fine degli anni sessanta, Barry Guy si è imposto come uno dei massimi contrabbassisti della musica improvvisata europea. In questo progetto è al fianco della sua compagna, virtuosa del violino barocco. La loro musica nasce dalla profonda fusione dell’arte improvvisativa con gli stilemi della musica antica barocca. Un progetto affascinante ed evocativo, in cui la grande perizia strumentale coincide con la passione per la ricerca di nuovi orizzonti sonori. Dalle 20 si torna al Palazzetto con l’esibizione del duo composto da Arkady Shilkloper, polistrumentista e compositore russo (corno, flicorno e alphorn) che attualmente vive in Germania, e Vadim Neselovskyi, pianista e compositore ucraino, docente alla Berklee College of Music, che da molti anni gira il mondo suonando nella band del vibrafonista Gary Burton. I due musicisti collaborano e suonano insieme da alcuni anni; nel 2014 hanno pubblicato il progetto discografico “Krai” e al Talos proporranno un live in bilico tra composizioni originali e momenti di grande improvvisazione. La serata si concluderà con l’energia dei Funk Off, che hanno letteralmente dato un senso nuovo all’esperienza della marchin’ band nel nostro Paese. La band ha, infatti, legato a quest’accezione un tipo di musica che unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, a uno stile e ad una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. I Funk Off – guidati da Dario Cecchini – in questi anni hanno collaborato, live e in studio, con Paolo Fresu, David Liebman, Horacio “El Negro” Hernandez, Stefano Bollani, Gegè Telesforo, Maurizio Giammarco, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Gianluca Petrella, Antonello Salis, Bengi Benati, Crystal Whyte, Zucchero e Jovanotti.
La giornata di sabato prenderà il via alle 17 nel Teatro Comunale, con il concerto in contrabbasso solo di Barry Guy. A seguire, Pasquale Iannarella Quartet e Mario Perrotta (ingegnere con la passione per le arti visive, in particolare la fotografia e la videoripresa) presenteranno lo spettacolo “Uomini di terra. Omaggio a Giuseppe di Vittorio”. Il quartetto è una realtà musicale attiva già da diversi anni. Sul palco Pasquale Innarella (sax tenore, sax alto, sax soprano), Francesco Lo Cascio (vibrafono, percussioni), Pino Sallusti (contrabbasso) e Roberto Altamura (batteria) propongono un omaggio al sindacalista pugliese con la partecipazione di Perrotta che ha permesso di integrare il concept sonoro con quello visuale. Alle 20 finale di serata al Palazzetto con il concerto in piano solo di Franco D’Andrea. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in quest’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Per chiudere in bellezza, la MinAfrìc Orchestra, ensemble guidato da Pino Minafra, istrionico trombettista ruvese e direttore artistico del Talos Festival, incontra il quartetto Faraualla, quintessenza della vocalità femminile mediterranea, composto da Gabriella e Maristella Schiavone, Terry Vallarella e Serena Fortebraccio. Sul palco Minafra (composizione, direzione, tromba, flicorno, megafono) sarà affiancato da alcuni protagonisti del jazz pugliese, da musicisti italiani che con lui condividono da tempo passioni e progetti e dal figlio Livio (composizione, direzione, pianoforte), autore di alcuni dei brani in programma. Il repertorio proposto, con brani dei Minafra, di Nicola Pisani e di Gabriella Schiavone, è confluito in un lavoro discografico MinAfrìc appena uscito per Sud Music Records e distribuito da Egea.
Domenica 11 ottobre si ripartirà alle 10 nella Pinacoteca d’arte contemporanea proprio dalla presentazione di “MinAfrìc” e di altre due produzioni discografiche in casa Minafra. “Born Free” (Incipit Records / Egea) è frutto di tre importanti concerti del duo composto dal batterista sudafricano Louis Moholo e dal pianista Livio Minafra in Italia e in Germania; in “Rebel Flames” (Ogun) Moholo incontra Canto General, progetto composto da Pino e Livio Minafra, Roberto Ottaviano (sax) e Roberto Bellatalla (basso). A seguire, spazio al convegno “La banda: un patrimonio da salvare”. Alle 15, nella Chiesa del Purgatorio, la violinista Maya Homburger proporrà una lezione dal titolo “Bach Meditation”. Alle 17, nelle Cantine Crifo, concerto finale della masterclass a cura di Dario Cecchini, fondatore dei Funk Off, con i musicisti della Birband Band di Ruvo di Puglia e della Conturband di Turi. Alle 18 nel Teatro Comunale il sassofonista Nicola Pisani, il batterista Vincenzo Mazzone e il fotografo Pino Ninfa proporranno, invece, “In Sudafrica: Round About Township. Storie urbane e di libertà”, una performance nella quale si fonderanno insieme immagini e musica. Il progetto è nato per raccontare le periferie urbane insieme ai luoghi storici dell’apartheid delle due grandi metropoli del Sudafrica, Città del Capo e Johannesburg, e di Soweto, un tempo sobborgo, ma oggi una città a parte. La ricerca di Ninfa vuole evidenziare il profondo senso di dignità e solidarietà nato nella difficoltà, senza spettacolarizzare le condizioni di disagio. Saranno presentate anche le immagini provenienti da un workshop fotografico tenuto da Pino Ninfa a Città del Capo con i ragazzi che vivono nella township di Philippi.
Dal 9 all’11 ottobre, sempre il Teatro Comunale ospiterà le mostre fotografiche “Braccianti: suoni e immagini della memoria”, foto e testimonianze tratte da La Memoria che Resta di Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero; e “Sbarchi” di Pasquale Susca.
Alle 20 di domenica questa nuova edizione del Talos si chiuderà al Palazzetto nel segno dei Balcani, con Hosni Niko Zela e Albanian Iso Polyphonic Choir con il pianista Robert Bisha e il gran finale con la Fanfara di Tirana e Transglobal Underground. Due mondi antitetici miracolosamente armonizzati hanno condiviso e riletto l’antico rito albanese del Kabà, mescolandolo col reggae, con l’elettronica, con i suoni di altre etnìe. La Fanfara Tirana è sicuramente una delle più belle brass band della realtà balcanica. Dopo aver girato in lungo e largo l’Europa con i suoi ottoni e suonato nei più grandi festival con il progetto Kabatronics hanno osato di più e hanno consegnato l’intero album in mano ai manipolatori londinesi, Transglobal Underground, veri geni della musica “no borders”, mitica band transglobale musicalmente e nei componenti che la formano.
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