“Suor Amalia da Ruvo – Racconti di vita della discepola del Volto Santo”, un incontro a Palazzo Caputi

L’intento dell’incontro è anche quello di avviare un percorso verso una sua eventuale causa di canonizzazione e beatificazione

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Si terrà lunedì 29 maggio, alle 18.30, nella sala conferenze di Palazzo Caputi l’incontro organizzato dall’Associazione del Volto Santo-sezione di Ruvo, dedicato alla figura di suor Amalia Di Rella, mistica e religiosa ruvese, della cui morte ricorre il 25esimo anniversario.

«Finalità dell’incontro – spiegano gli organizzatori – è diffondere la conoscenza della vita e delle opere della discepola del Volto Santo che molto ha fatto per il territorio, non solo ruvese, ma anche per la città di Andria e per tutti i luoghi in cui si recava e per le persone che incontrava.

La sua luce emanava serenità a tutti quelli che la incontravano: questo è quanto è emerso dalla raccolta di testimonianze che si sta portando avanti. Durante l’incontro, infatti, interverranno alcuni rappresentanti ecclesiastici che hanno avuto modo di vivere con lei episodi di vita, altri interventi invece ci parleranno del Volto Santo di Manoppello».

All’incontro, moderato dalla giornalista Angela Ciciriello, interverranno Padre Carmine Cucinelli, ex rettore del Santuario del Volto Santo; Antonio Bini, dirigente Miur, studioso del Volto Santo; don Peppino Lapenna, ex parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di Andria; don Mimmo Francavilla, direttore della Caritas Diocesana – sezione di Andria.

«Il velo raffigurante il Volto Santo, esposto all’interno del Santuario di Manoppello, è infatti fortemente legato alla vita di Suor Amalia – proseguono gli organizzatori -. Accade che, prima di prendere i voti, Amalia Di Rella sia spesso ammalata. Tanti sono i medici che la visitano, ma nessuno di loro riesce a dare una connotazione alla causa dei suoi mali, e non individuandone con esattezza la malattia, non si riesce neanche a prescrivere una cura certa. Alcuni medici definiscono come inspiegabile la sua malattia. Amalia comincia ad avere delle visioni: Gesù e altre figure religiose, come Padre Pio e Padre Domenico da Cese, sua guida spirituale, le appaiono e parlano con lei. Guarisce improvvisamente da tutte le malattie mentre si trova dinanzi al “Volto Santo” di Manoppello, un importante santuario in Abruzzo, meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da tutte le parti del mondo.

Le testimonianze di chi l’ha conosciuta raccontano di stigmate alle mani e ai piedi, di una ferita sul costato e una piaga sulla fronte a forma di corona di spine e di una lacerazione alla caviglia sinistra. A molte persone questi segni ricordano Cristo quando fu incatenato, insieme agli altri due ladroni, mentre saliva il Calvario. Suor Amalia pare sia l’unica ad aver ricevuto quest’ultima ferita.

Dopo alcuni anni, siamo nei primi anni ’70, Amalia fonda l’associazione del “Volto Santo” di Manoppello; nel 1976 prende i voti, mentre nel 1981 pronuncia i voti perpetui, sotto monsignor Grazia, vescovo dell’allora Diocesi di Bitonto-Ruvo, nella chiesa del Purgatorio a Ruvo. Nel 1986 fonda l’ordine delle suore diocesane denominato “Discepole del Volto Santo”, sotto la guida di Don Tonino Bello».

«La sua vita e le sue opere – scrive Nunzia De Astis, presidente dell’associazione Volto Santo di Ruvo – non hanno un aspetto solo religioso, ma una correlazione culturale con la gente del popolo, con le nostre tradizioni e con la nostra storia cittadina».

L’intento dell’incontro è anche quello di avviare un percorso verso una sua eventuale causa di canonizzazione e beatificazione. L’evento è patrocinato dal Comune di Ruvo.

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Commenti

  • Francesco DeLeo (utente non verificato)

    Ad avvalorare le condizioni di salute di Amalia, voglio ricordare che è ancora in vita la dottoressa che l’ha tenuta in cura per tanti anni e che potrebbe certo testimoniare lo stato di salute e malattia che Amalia ha vissuto per anni oltre che essere stata testimone della sua inspiegabile guarigione.
    Amalia ha portato con sé il segreto di una pomata direi miracolosa che lei preparava per guarire dalle ustioni di una certa importanza. Non ha mai voluto, nonostante le promesse di danaro e altro, rivelare la formula ai vari operatori e farmacisti. Lei la preparava ai bisognosi senza mai farsi pagare. Penso che mia zia, la dottoressa che la curava, potrebbe raccontare molti aneddoti sulla sua vita.