Sull’amore ci si gioca tutto, Don Tonino visto da Bernocco

Le recensioni di “Lettera ad un single” e “Sul passo degli Ultimi”
Una caratteristica delle società avanzate è il loro grado elevato e modello specifico di individualizzazione. L’immagine di sé dell’uomo, prevalente oggi, come ha osservato Norbert Elias, è quella dell’ homo clausus. Nelle nostre società “gli uomini per lo più pensano a se stessi come a esseri indipendenti, a monadi senza finestre, a soggetti isolati, a cui si contrappone il mondo esterno e quindi anche gli altri uomini, e il cui mondo interno è separato da questo mondo esterno come da un muro invisibile”.
Questa immagine solipsistica dell’uomo ben si addice a chi, per scelta o perché costretto dalle circostanze della vita, si ritrova a vivere la condizione di “single”. E in effetti anche l’Autore del libro “Lettera ad un single” (edizioni Libreria del Santo di Padova) sembra, in un primo momento, essere d’accordo con quanto afferma Elias. Infatti, nelle battute iniziali, Salvatore Bernocco, nel fare una rapida e attenta analisi dei valori della società in cui egli stesso si ritrova a vivere da single, denuncia quella che potrebbe essere la causa, o una delle cause, che porta alla “singletudine”:
“La stessa società ce la mette tutta con i suoi modelli di riferimento ed i suoi mille idoli per colpire al cuore il concetto di famiglia (e di famiglia cristiana) e cancellare dalle mappe della coscienza il trine comunitario, per sovvertire ruoli e comportamenti ed esaltare effimere fisionomie e modalità individuali fortemente autocentrate o autoreferenziali”. Tuttavia, nonostante questa visione pessimistica della realtà, l’Autore si pone nella “schiera di coloro che non spengono il lucignolo fumigante e che non spezzano la canna inclinata”. Quanti si accingeranno alla lettura di questo testo ben comprenderanno il punto di vista di Bernocco che, attraverso una serie di esperienze vissute e l’esempio di grandi uomini (uno per tutti: il servo di Dio don Tonino Bello), evidenzia, con razionalità ma anche con molta naturalezza, che la condizione del single è ben lungi dall’immagine dell’homo clausus e che, nonostante tutto, la felicità non è compromessa. Anche nella “singletudine” è possibile realizzare pienamente se stessi sperimentando sempre di più la condivisione perché ogni uomo, come dice il Vangelo, possa essere custode del proprio fratello.
Il secondo testo di Bernocco, edito sempre per i tipi della Libreria del Santo di Padova, intitolato “Sul passo degli ultimi – Lineamenti del pensiero politico del Servo di Dio Mons. Antonio Bello” si conclude con questa frase: “Don Tonino non era un uomo di parte. Egli era dalla parte dell’uomo”.
Nel testo l’Autore tratteggia accuratamente quello che era il pensiero politico di don Tonino Bello, il Vescovo innamorato della povertà e dei poveri, che nell’arco della sua breve ma intensa esistenza ha sempre richiamato i cristiani all’impegno politico, quello vero, quello che si contrappone “a tutte le sopraffazioni dell’uomo”. Purtroppo, come spesso accade, ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino, ed ecco che si è confuso quello che egli diceva a proposito della politica con una presa di posizione a favore di questo o di quell’altro partito. A tal proposito è da elogiare il lavoro letterario di Bernocco, perché toglie don Tonino da questa diatriba partitica e lo restituisce al suo vero ambito, che è quello della “liberazione politica”. Infatti nel testo viene evidenziato il coraggio del Vescovo “col grembiule” di schierarsi non a favore di un partito, ma con chi si impegna a rimuovere situazioni di violenza e di ingiustizia. Certo la sua “filosofia politica”, così come la chiama l’Autore, non era limitata solo a denunciare le ingiustizie, ma consisteva soprattutto nell’annunciare in termini propositivi che le cose possono cambiare, nella convinzione che la politica è arte nobile e difficile. Naturalmente il filo conduttore di tutto ciò sono gli ultimi. L’Autore riporta una “questione” che si aprì a Ruvo di Puglia, una delle città della diocesi di Molfetta, che riguardava i marocchini, la cui accoglienza “non fu festosa né incondizionata”.
“Chiese ai cristiani di occuparsi loro, di prenderli in affido … di allargare la cinta comunitaria, inserendovi quegli uomini che, al di là di ogni altra considerazione, erano e sono icone della nostra precarietà, simboli del nostro pellegrinaggio, avamposti della nostra transitorietà”. Il vero culto a Dio è il servizio all’uomo. Potremmo racchiudere in questa frase il libro di Bernocco, nella consapevolezza che chi ama ha ben compreso che “sull’amore ci si gioca tutto”, come ha dimostrato don Tonino, “servo di Dio perché servo dell’uomo”.
I testi sono in vendita presso la libreria L’Agorà (Corso Cavour, 46 – tel. 0803620943) e l’edicola Rubini (Piazza Matteotti – tel. 0803611242) in Ruvo di Puglia, oppure collegandosi al sito web www.libreriadelsanto.it
Commenti
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lui si che sa come conciliare il sacro con il profano








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