«Sul Politeama tanto tuonò che piovve… ma questa volta sul bagnato!»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del coordinatore cittadino del MOvimento Sociale Fiamma Tricolore Franceswco Paolo Paparella sulla vicenda dell’ex cine-teatro Politeama.
Il sottoscritto “battitore libero” nonché coordinatore cittadino del MS-FT, Francesco Paolo Paparella, dopo aver attentamente osservato in questi mesi la penosa “passività” della odierna Civica Amministrazione e la contestuale sterilità dell’opposizione, ritiene doveroso fare alcune osservazioni.
Si assiste con grande stupore ad una disputa mediatica vertente una struttura un tempo utilizzata come cine-teatro.
È il Politeama l’oggetto della discussione che ha trovato cassa di risonanza su questo sito a partire dal 7 agosto, con ben sei interventi nel giro di soli venti giorni.
Tanto interesse e/o voglia di dissertare in materia storica, artistica, tecnica non si era mai verificato nel nostro “paesello”, come è stata definita la nostra amata Ruvo di Puglia da parte di uno dei partecipanti alla disputa.
Meraviglia non tanto il numero degli interventi inerenti il tema Politeama, quanto la decisa e ferma opinione, che ne scaturisce, di voler evitare, ad ogni costo, l’abbattimento di un cinema definito storico.
Giustamente qualcuno fa rilevare che nessun clamore ci fu all’epoca della demolizione del cinema Giardino allocato a breve distanza dal Politeama, né tantomeno, aggiungo io, allorquando si operò il tentativo di distruggere parte del viale Ugo Foscolo, vero bene storico-monumentale-paesaggistico-ambientale risalente alla fine dell’800, con l’aggravante di far conseguire profitto economico all’ex primo cittadino, contitolare di diritti fondiari su suoli agricoli interessati dalla realizzazione del famigerato auditorium.
Dov’erano, allora, tutti i soloni che oggi dissertano sulle sorti del Politeama? I più, sicuramente, in Amministrazione. E gli altri?
Quell’operazione era frutto della cultura del facere, proposta all’Amministrazione, e dalla stessa fatta propria, da parte di altro politico, comprato per tecnico e vendutosi agli stessi politici che tutt’oggi lo invocano.
E si badi bene che la storia, dal punto di vista penale, non è per nulla chiusa, pendendo ancora un procedimento che, a torto od a ragione, dovrà pur avere una conclusione (Procura della Repubblica di Trani – n. 6048/04 R.G. notizie di reato – n. 806/05 R.G. G.I.P. del 2.12.2005).
Qualcuno ha parlato di somme della collettività spese impropriamente per un eseguito intervento di adeguamento, teso al riutilizzo comunale del Politeama nell’ormai lontano 2000, lamentando che la spesa fu sostenuta per migliorare un immobile privato ed evidenziando che i paladini che ancora calcano la scena politica dovrebbero essere chiamati a restituire quanto speso con tanto di interessi e danno patrimoniale. Ma è bene che questo qualcuno sappia che i suddetti paladini della politica locale non possono dormire sonni tranquilli visto che la magistratura contabile venne investita della problematica qualche anno addietro proprio ad opera di quell’ex amministratore che, pur lamentando ed indicando alla lira la spesa impropriamente sostenuta, si guarda bene dal riferire di aver già denunciato il tutto alla Corte dei Conti.
Quanta coerenza!. Da un lato opera denuncia di spese impropriamente sostenute dalle Amministrazioni precedenti quella da Egli stesso presieduta e, dall’altro, consente di ritipizzare un suolo di natura rurale, del quale risultava comproprietario, per la realizzazione di un megagalattico auditorium. E si permise pure di partecipare all’atto deliberativo con il quale venne approvato il relativo progetto preliminare. Questi sono gli interessi che quell’ex amministratore intende tutelare a favore della collettività. Questo sì che era ed è un vero “papocchio”. In quanto ai proclami “donchisciotteschi” dagli stessi più volte esternati nell’assise comunale, staremo a vedere se l’ex esimio Assessore alle finanze Antonello Paparella ed il poco rimpianto ex Sindaco Saverio Fatone manterranno i loro impegni, cioè di attuare lo sciopero della fame (gozzovigliando) e di opporsi stoicamente coi loro preziosi corpi all’incedere delle ruspe che demoliranno il Politeama.
A questo proposito vien voglia di chiedere agli ultimi tre Sindaci ed ai loro contestuali “Assessorati alle pietre” se sappiano veramente che cosa significhi il concetto di “Piano Particolareggiato” in ordine alle zone “A” ed “A1”, perché in caso affermativo avrebbero dovuto sapere che sarebbe bastato adeguare lo stesso strumento urbanistico al Piano Particolareggiato per salvare l’ormai celeberrimo ex cinema-teatro (…), per non parlare del grido d’orrore che proviene dal nobile “Palazzo Fiore”, in Piazza Bovio, sfregiato da una “monacale” indecenza già assentita da un illustre tecnico-dirigente (per nostra fortuna emigrato a Canosa) e dallo stesso ex sindaco Saverio Fatone.
Dalla discussione mediatica emerge una realtà locale davvero sgradevole e nauseante dal punto di vista politico che non è per nulla foriera di sviluppo alcuno per la comunità ruvese.
Vengono a galla diatribe di tipo personalistico, causate degli avvicendamenti amministrativi verificatisi da quasi un decennio a questa parte, accompagnate dall’incapacità mostrata dalla classe politica di operare nel solo esclusivo interesse della collettività che le ha affidato il gravoso compito di amministrare.
Si evince l’assoluta carenza di idee per far decollare il nostro paese, la volontà di non decidere, il vivere, o meglio sopravvivere, alla giornata in attesa che scenda la manna dal cielo.
Ed a proposito della ormai acclarata inerzia che investe o meglio “impregna” questo Municipio, vien anche da chiedere al sig. Assessore alla segnaletica perché non ha fatto apporre altri cartelli agli ingressi del nostro Municipio e dinnanzi alla sede di p.zza Regina Margherita recante la scritta: “Benvenuti a RUVO di PUGLIA Silenzio! Qui Stiamo dormendo”. Sarebbe stato un ideale sigillo di una situazione di fatto.
All’attuale Assessore alla “non” Cultura e zinnannà”, corre d’obbligo chiedergli di scusarsi con i cittadini per quanto da egli dichiarato sul sito ruvolive, di presentare i conti e le dovute dimissioni.
Un suggerimento al Sindaco: si può governare anche con una maggioranza ad 11 consiglieri, introducendo agli assessorati persone veramente serie e capaci, anche se lontane da parrocchie politiche.
Tutto ciò porta ad augurare per Ruvo di Puglia che gli elettori operino, nel più breve tempo possibile, la mattanza di tutti i tonni della politica locale, con la ulteriore ma auspicabile venuta di un Commissario Prefettizio (certamente adeguato all’ordinaria amministrazione che ormai esclusivamente in Ruvo di Puglia si pratica da illo tempore), e con la preghiera che “Nostro Signore” (poverino), tra cent’anni chiami vicino a sé gli amministratori comunali dell’ultimo ventennio, così da liberare questa città dall’ormai eterno immobilismo.
*Coordinatore Cittadino Movimento Sociale Fiamma Tricolore
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