Suggestione e misticismo con la processione degli Otto santi

Grazia Ippedico

Il gruppo statuario è composto da otto personaggi, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo che reggono il lenzuolo nel quale è posto Gesù, a sorreggere il lenzuolo la Madonna e San Giovanni seguiti dalle tre

0 commenta

La settimana santa per i fedeli è iniziata da tre giorni, ma per i turisti, i curiosi, i ruvesi e i cittadini delle limitrofe città, è oggi che Ruvo veste i panni di città quaresimale. La processione della Deposizione, conosciuta dai più, come la processione degli otto santi è la processione più celebre di quelle ruvesi. La statua è una delle più imponenti, raffigurando la deposizione di Cristo. Con le sue otto statue, diventa una raffrigurazione dalle propozioni considerevoli, così come sono considerevoli gli sforzi che la confraternita fa ogni anno affinchè la statua venga fuori indenne della piccola chiesa di San Rocco.

Ad aggiungere fascino all’evento, l’ora d’inizio (la statua viene tirata fuori dalla chiesa intorno alle due e mezza del mattino) che rende il tutto mistico, suggestivo ed affascinante. Piazza Matteotti piena di gente e di ceri, il silenzio tombale che viene rotto dalle prime note di una triste marcia suonata dalla banda. Come nelle più belle performance teatrali, la gente si accalca e arriva in anticipo per non perdere lo spettacolo. Pochi sono i veri fedeli. Moltissimi i curiosi e i turisti che non rinunciano all’emozionante rituale, che ogni anno appare nuovo ma mai diverso.

Il gruppo statuario è composto da otto personaggi, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo che reggono il lenzuolo nel quale è posto Gesù, a sorreggere il lenzuolo la Madonna e San Giovanni seguiti dalle tre Marie ovvero Maria di Cleofa, Maria di Magdala e Maria Maddalena. Il gruppo Satatuario in cartapesta leccese è opera del Carretta. Dietro tutta la macchina organizzativa la confraternita dalla mozzetta rossa di San Rocco che per la prima volta nel 1920 portò in processione il Simulacro. Sino a quella data la confraternita non organizzava nessun corteo processionale al contrario delle altre tre. Fu per questa motivazione che i Confratelli pensarono ad una statua che raffigurasse il trasporto di Gesù al Sepolcro e la inserirono nel calendario alle prime ore del Giovedì Santo poichè al rientro in chiesa veniva posto "Cristo nel Secolcro". Venne quindi concepito come se fosse il trasporto funebre di Gesù, infatti dietro alla statua compariva una cassa funebre adornata con garofani bianchi. La statua in origine era fatta da manichini vestiti e la Maddalena aveva lunghi capelli donati da una giovane locale, solo nel 1928 si ebbe la prima processione con questa statua.
Nel tempo il gruppo statuario ha subito diversi restauri, l’ultimo alcuni anni fa, che ha portato la statua ruvese in quel di Milano.

avatar

Commenti

  • crimsonking (utente non verificato)

    seguirà definizione di “veri fedeli”…

  • ewawe (utente non verificato)

    oppio di popolo per nascondere crimini ecclesiali

  • Mimonta72 (utente non verificato)

    Purtroppo l’evento religioso viene sempre più scavalcato dal mero folklore e da beceri risvolti economici(pizzerie e ristoranti presi d’assalto e bar stracolmi durante la notte). dopo il cenone dell’antivigilia di Natale a Ruvo abbiamo anche la notte degli Otto Santi…che bei tempi i primi anni ottanta allora si che si respirava aria di autentica religiosità popolare!