Studio o Lavoro? L’ITC “Tannoia” insegna a sceglierli entrambi

La Redazione

A Rimini stage formativi orientati in gran parte al settore turistico.

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È un dato di fatto: la stragrande maggioranza di ragazze e ragazzi appena diplomati, preferisce proseguire gli studi iscrivendosi a una facoltà universitaria, piuttosto che attivarsi per trovare un’occupazione remunerativa.

L’Istituto Tecnico Commerciale “Padre A.M. Tannoia” lo sa bene, perché tanti suoi alunni diplomati si iscrivono alle varie facoltà universitarie. E tuttavia, il “Tannoia” offre anche la possibilità di fare una scelta diversa ma non per questo azzardata: di orientarsi cioè verso una occupazione. La rinomata scuola di Corato e Ruvo di Puglia persegue questo obiettivo attraverso molteplici percorsi e strumenti. Tra quelli che hanno riscosso un grande successo c’è il Programma Operativo Nazionale conclusosi lo scorso anno e che, il Dirigente scolastico Prof.ssa Caterina Montaruli ha deciso di rinnovare per l’ottima riuscita garantita anche dal lavoro dei docenti tutor, Giovanni Gigli, Salvatore Berardi, Sergio Falleti e Vincenza Lorusso. Si tratta di attivare stage formativi presso aziende di grandi città d’Italia.

A Roma, lo scorso anno, a  Rimini quest’anno. La meta non è stata scelta casualmente. Gli stage formativi sono orientati in gran parte al settore turistico.
C’è chi lavora nelle reception di alcuni degli innumerevoli hotel della città, chi in agenzie turistiche, ma anche chi, in piena coerenza con la materia cardine della scuola, dà il proprio contributo in studi assicurativi o in importanti enti come la sede locale della Confcommercio.

L’obbiettivo non è soltanto quello di applicare sul campo le nozioni teoriche acquisite: si tratta di una vera e propria esperienza di vita, volta a indirizzare i ragazzi nella giusta maniera al mondo del lavoro.

I quindici stagisti, tutti maggiorenni, sono chiamati a trascorrere un mese in completa autonomia, con i  tutor aziendali come  punto di riferimento, e i tutor scolastici che coordinano e verificano i percorsi formativi.

Al termine dell’esperienza i nostri ragazzi torneranno a casa arricchiti tanto sul piano professionale quanto su quello della capacità di comunicare ed entrare in relazione con gli altri.

Ciò che si prospetta loro, in ogni caso, è qualcosa che nessuno di essi ha mai provato.
Qualcosa che i quindici alunni, grazie al contributo della scuola e dell’Unione Europea che ha finanziato il progetto, stanno già sperimentando.

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