Strage Bari Nord, interrogati i due capistazione

Quello di Corato Alessio Porcelli si difende davanti ai giudici: il collega di Andria non lo avrebbe «avvisato di aver dato la partenza al convoglio»
Durante il lungo interrogatorio (ben sei ore) dei pm di Trani, che indagano sul disastro ferroviario del 12 luglio scorso, il capostazione di Andria Vito Piccarreta ha affermato di non aver manomesso il registro di partenza del treno. A chiarirlo è il suo difensore, Leonardo De Cesare.
Secondo l’Ansa infatti, al centro dell’audizione – oltre alla ricostruzione della dinamica dell’incidente – c’è la presunta alterazione dei registri di viaggio della stazione di Andria. Quello che è scritto sotto la modifica fatta a penna sul registro cartaceo non è leggibile ma l’alterazione riguarderebbe l’orario di partenza del treno da Andria (alle 10.58) che si è scontrato con quello proveniente da Corato.
Piccarreta sta collaborando con gli inquirenti parlando di fatti e circostanze che, fonti della procura definiscono «molto interessanti».
Secondo “Repubblica”, invece, Alessio Porcelli – il capostazione di Corato – si è difeso dicendo che il collega di Andria «non ha avvisato di aver dato la partenza al convoglio» che si è poi scontrato con il treno proveniente da Corato.
Assistito dall’avvocato Roberto Chiusolo, Porcelli ha detto che Piccarreta sapeva che da Corato erano in arrivo due treni. Ha spiegato di aver chiamato alle 10.50 Piccarreta e di averlo avvisato che era in partenza l’ET1642, il primo dei due treni provenienti da Corato. Il convoglio – secondo Porcelli – è partito alle 10.51 e arrivato ad Andria alle 10.59, con 23 minuti di ritardo rispetto agli orari standard a causa di lavori in corso sulla linea.
Piccarreta – scrive “Repubblica” – «ha ammesso davanti ai pm di aver alzato la paletta e acceso il semaforo verde per far partire il treno ET1021 diretto verso Corato e che si è poi scontrato con l’ET1016. Il convoglio fermo ad Andria non doveva però partire perché Piccarreta sapeva che da Corato era in arrivo un altro convoglio, che lui stesso stava aspettando in stazione ma del quale forse si era dimenticato».
Piccarreta – continua l’edizione barese del quotidiano – «dopo l’arrivo in ritardo di 23 minuti ad Andria del primo treno proveniente da Corato (l’ET1642), avrebbe agito in base a un automatismo generato dal fatto di avere due treni fermi in stazione: ha alzato la paletta e ha fatto partire tutti e due i convogli. Il primo verso Corato, l’altro verso Barletta. Questo alle 10.59. Attorno alle 11.07, un minuto circa dopo il disastro, risulta dai tabulati acquisiti dalla polizia, il capostazione di Andria ha chiamato il collega di Corato e lo ha avvertito di aver dato la partenza al treno. A quell’ora nessuno dei due capistazione sapeva che c’era già stata la strage».
Alle 11 e 06 lo scontro fatale era appena avvenuto.
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