Sisto e il carnevale. Leggende e tradizioni

Michele Pellicani

A Molfetta ancora oggi, a mezzanotte nella notte tra il martedì grasso e il mercoledì delle Ceneri, dalla chiesa di S. Stefano esce la croce per la processione notturna che dà inizio alla Quaresima

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Il 10 febbraio ci sarà l’incontro con il professor Pietro Sisto.

Dal libro di Pietro Sisto, si scoprono “bagordi e dissonestà”, commessi impunemente durante le feste mascherate. Sono rimasti solo i coriandoli e i bambini mascherati, i maschi da supereroi e le femmine da principesse, a ricordarci la festa che rallegrava le fredde giornate invernali che passavano velocemente prima dell’inizio del periodo austero di digiuni e penitenze che avrebbe portato alla Pasqua.

C’era una volta, un tempo in cui il Carnevale era una festa che muoveva tutti, piccoli e adulti, al gioco e allo scherzo, in cui le trasgressioni alimentari eranoaccompagnate da quelle sessuali, tanto da divenire oggettodi editti vescovili, che volevano impedirne le esagerazioni. Così nell’editto di Mons. Salerni contro i giochi del Carnevale: con sommo horrore e dispiacere dell’animonostro restiamo informati, specialmente in santa visita, chealcuni figli di iniquità, in tempo particolarmente delCarnevale, et in occasione de balli tra l’uno e l’altrosesso, scordansi affatto delle loro anime, sogliono trascorrere in manifesti bagordi e dissonestà”.

A dire il vero leggendo “L’ULTIMA FESTA Storia e metamorfosi del carnevale in Puglia” di Pietro Sisto, se ne scoprono di tutti i colori di bagordi e dissonestà,commesse impunemente durante le feste mascherate. Il Prof. Sisto, ci immerge abilmente in quelle che erano le atmosfere carnascialesche, documentando con minuzia anche fotograficagli usi e le tradizioni che rallegravano interi paesi. Era l’ultimo giorno quello in cui si concentravano “iriti” più spinti, che avrebbero smosso vescovi esacerdoti a chiedere la scomunica per chi vi prendeva parte… e allo scoccare della mezzanotte c’erano soprattutto i sagrestani a ricordare con il suono dei campanelli che il tempo della baldoria era finito. A Molfetta ancora oggi, a mezzanotte nella notte tra il martedì grasso e il mercoledì delle Ceneri, dalla chiesa di S. Stefano esce la croce per la processione notturna che dà inizio alla Quaresima. Nella nostra Ruvo a Mezzanotte ai crocicchi delle strade compare la smunta “Quarantana” con tutto il proprio simbolismo. Il passaggio dal Carnevale alla Quaresima cambiava anche i cibi a tavola, erano banditi: i formaggi, le uova e la carne.

E’ molto probabile che la parola Carnevale derivi dalla Carnem levare. Le massaie si dedicavano alla pulitura di pentole e posate che venivano purificate con acqua cenere e aceto, dalla carne e dal grasso che avevano toccato durante il resto dell’anno. Piccoli riti che si ripetevano di casa in casa. Nella ricca parte antologica, all’interno del libro, si possono trovare i testi con cui le autorità dei vari paesi della nostra Regione, cercavano di arginare le esagerazioni.Per chi volesse saperne di più sulle tradizioni carnascialesche a Ruvo di Puglia non può mancare Mercoledì 10 febbraio alle ore 18,30 presso l’Hotel Pineta in via Carlo Marx all’incontro con il Prof.Pietro Sisto.

All’incontro sono previsti i Saluti del Sindaco Ing.Michele Stragapede, l’assessore Provinciale Matteo Paparella e il Presidente del Gruppo Culturale Teatrale”Biagio Minafra”. Un contributo all’incontro lo daranno certamente l’assessore alla Cultura e Turismo Cleto Bucci,ilprof.Domenico Mastrorilli cultore delle tradizioni locali eil Dott.Franco Di Palo Studioso locale. A moderare l’incontroil Prof.Vito De Palo direttore artistico e autore dicommedie in vernacolo messe in scena dal gruppo CulturaleTeatrale “Biagio Minafra”

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Commenti

  • devilblack (utente non verificato)

    e basta sempre le stesse cose, cambiate ogni tanto….

  • vinni62 (utente non verificato)

    La storia è sempre avvincente!
    COMPLIMENTI!

  • Mimonta72 (utente non verificato)

    La Processione della Croce a Molfetta esce dalla chiesa del PURGATORIO e non da S. Stefano !