Silvio Dell’Olio si racconta

Giuseppe Tedone

Il calciatore ruvese delle Aquile Molfetta: «Ho accettato questo progetto perché lo ritengo ambizioso e stimolante, sono molto grato al presidente De Giglio che mi ha accolto nella sua famiglia»

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Per uno sportivo ogni stagione è diversa dalle altre. Quella in corso lo è particolarmente per il ruvese Silvio Dell’Olio, il quale sta vivendo uno degli anni più significativi della sua carriera nel calcio a 5. Cresciuto con la casacca ruvese, è diventato uno dei giocatori simbolo delle Aquile Molfetta, che disputano il campionato di serie B girone F.

Dal punto di vista realizzativo questa è la tua migliore stagione in serie B, quali sensazioni stai provando e quali soddisfazioni vuoi toglierti?

Questa stagione per me, l’ennesima in una serie nazionale, si sta rivelando una delle migliori anche dal punto di vista realizzativo. Su questo fronte, senza dubbio, c’è da dare merito a mister Rutigliani e ai compagni con i quali condivido ore e ore di allenamento. Un goal sa riempirmi di tanta energia durante la gara e mi stimola a fare sempre meglio per la mia squadra. Ogni anno cerco di togliermi qualche soddisfazione, migliorando e dimostrando una crescita in questo sport.

Si può dire che ormai Molfetta sia diventata la tua casa, quali sono gli obiettivi stagionali?

A Molfetta ci bazzico da tanti anni per scuola, sport, amicizie e lavoro. Ho accettato il progetto perché mi è subito parso molto ambizioso e stimolante. La società del presidente De Giglio mi ha corteggiato sin dalla fine dei campionati e mi sono sentito subito parte integrante del progetto. Mi piace competere quando ci sono obiettivi importanti da raggiungere. E il nostro è quello di ben figurare in un campionato di alto livello e ripagare la fiducia della società con degli ottimi risultati.

Hai avuto l’opportunità di giocare in serie A2, ti piacerebbe in futuro tornare in quella categoria?

Sì, ci sono stato per due anni consecutivi in A2, col Barletta C5 e la Virtus Noicattaro. Sono state belle esperienze nelle quali ho avuto la possibilità di confrontarmi con giocatori che ora militano in serie A e tutto questo non ha fatto altro che arricchirmi di esperienza. Tornare in serie A2? Magari…spero di poterci andare con la maglia del Molfetta entro pochi anni.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto? Ti piacerebbe un giorno ritornare nella tua Ruvo?

Ho imparato che nello sport si vive di sogni. Il mio è quello di continuare per tanti altri anni in questo bellissimo sport e raggiungere, nel mio piccolo, i traguardi più prestigiosi. Ruvo è la mia città natale e ci vivo tuttora. A chiunque farebbe piacere indossare i colori della propria città, ma a volte ci sono delle cose più importanti che dei semplici calci a una palla. Sono l’umiltà e il rispetto, che si rivelano sempre un ottimo biglietto da visita.

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