Silenzio e rispetto per imparare da Margherita

Ieri il funerale della donna uccisa dalle fiamme nel suo appartamento.
Una sera e una vita si spegne, nei silenzi di strade festose, nel cuore del paese stordito ancora dal passaggio di processioni cariche di preghiere, di croci, di tamburi e voti. La Festa della Resurrezione, dell’intima paura e della pronunciata speranza, quella che celebra la morte e la vita, è passata.
E con lei Margherita.
Solo brandelli di cenere sul marciapiede e una saracinesca chiusa, petali di fiori riversi davanti all’abitazione, un garage, in un paese che avrebbe dovuto conoscerla.
Forse poteva esserci un miracolo, ma c’è stato solo il buio.
Margherita, una ragazza coraggiosa … ma loro sono così. Non disabili, non malati, ma coraggiosi anche nella solitudine di un mondo che piange per i pochi soldi o per la stanchezza di un giorno lavorativo o per la ricerca sfrenata e inappagata di piaceri effimeri, ma che non sa cos’è la vita, quella gioia di vivere, quella inarrestabile voglia di vivere.
Noi non vogliamo irrompere nella sua vita a causa della sua morte.
Una morte appartiene al silenzio ed al rispetto di essa, qualunque ne sia stata la causa. Margherita non avrebbe mai voluto che estranei la spiassero nella sua fragilità e noi non lo faremo. Lasceremo il suo ricordo intatto per chi ha avuto la fortuna di conoscerla e per quanti, ora, avrebbero voluto aiutarla e stringerla, per dirle Buona Pasqua.
Margherita ora sa cos’è la Pasqua e se certi fiori delicati vanno via, ce ne sono altri che aspettano non la pietà, ma la solidarietà.
È solo un piccolo pensiero questo, ma può essere tanto se fiorissero nuove Sensibilità, per il Bene comune, quello dell’attenzione di tutti verso ciascuno.
Se Margherita ci ha scosso e reso fragili, noi per non dimenticarla, nel fragore di un silenzio, impareremo il suo coraggio.
Commenti
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Questa morte assurda ci fa vergognare e mette a nudo tutta la nostra cecità’ e indifferenza
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concetti troppo “fattizzi” per molti…..
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il silenzio è il rispetto migliore per Margerita
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Complimenti all’autrice dell’articolo. Trovo che sia scritto molto bene e senza prestare il fianco al luogo comune o, peggio, al qualunquismo tanto di moda di questi tempi.
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Ci lasci con l’amaro in bocca per chi ti conosceva e chi non ti conosceva. Tu così debole e così forte nei vari momenti della tua vita, ma che la mordevi ogni giorno, nonostante la malattia, la società così debole, depressa ed irascibile, nonostante quasi tutti hanno una grande ricchezza, che è la salute…
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Vero dramma della disperazione e dell’abbandono totale da parte di tutti (governanti in primis, noi comuni cittadini a seguire). Ma per tanti i motivi reali di lotta sono solo altri: coppie di fatto e diritti dei gay, ad esempio. Per questo troveremo sempre tante associazioni pronte a lottare, ed a gridare contro l’omofobia. E gli altri “disperati” (quelli veri)? …..ma che si arrangino da soli!!!!!








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