Sgarbi presenta il suo nuovo libro e cita Ruvo

«Per arrivare al centro storico, che è bellissimo, girate venti minuti di orripilanti costruzioni di condomìni fatti non si capisce per chi»
Che Vittorio Sgarbi conosca molto bene e si interessi alla nostra città non è una novità. Il critico d’arte vi è stato spesso anche ospite, elogiandone le meraviglie e denunciando quelle che ritiene storture e aberrazioni.
Lo ha fatto anche venerdì scorso, alla sua maniera senza peli sulla lingua, presentando il nuovo libro nel castello di Fumone, in provincia di Frosinone. “La Costituzione e la bellezza”, scritto a quattro mani con Michele Ainis, racconta gli aspetti estetici e istituzionali della nostra Carta fondamentale, alternando il punto di vista del giurista a una lettura illustrata attraverso le opere d’arte evocate dal testo.
E l’urgente difesa della bellezza è stato il fil rouge della serata, che ha visto Sgarbi attaccare anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola per aver cancellato completamente il paesaggio foggiano con una quantità paurosa di pale eoliche.
«In cinquant’anni – ha detto – abbiamo dissolto metà del nostro patrimonio artistico. Oggi la nostra periferia è indegna di qualunque epoca di umanità fino al Fascismo, che è l’ultimo momento in cui l’Italia ha dato la sua testimonianza, forse un po’ troppo monumentale ma riconoscibile. I costruttori, i corrotti, i ladri e i mafiosi hanno devastato l’Italia per costruire edifici di cemento». Ed è qui che arriva la citazione, come sempre in bilico tra l’elogio e l’accusa: «A Ruvo di Puglia, per arrivare al centro storico, che è bellissimo, girate venti minuti di orripilanti costruzioni di condomìni fatti non si capisce per chi».
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