Sette danzatori in un performance eccentrica

La relazione fra danza e musica è al centro del loro lavoro.
Domenica sera i leineRoebana si esibiscono in Sporen, al teatro comunale di Ruvo. Alle 21,00.
LeineRoebana, la compagnia di danza moderna del duo di coreografi Andrea Leine e Harijono Roebana, occupa un posto importante nel panorama della danza olandese già dal 1990. Il duo ha sviluppato un linguaggio danzato unico e particolare, basato su un nuovo approccio alla simmetria, al ritmo e alla composizione. La relazione fra danza e musica è al centro del loro lavoro. Le loro preferenze musicali vanno dai compositori rinascimentali a quelli contemporanei e riflettono la loro ricerca di autenticità, anche nella scelta di utilizzare possibilmente musica dal vivo. Il comune denominatore è la ricerca per un’arte espressiva che sfida la percezione. Per ogni produzione i coreografi lavorano con importanti musicisti e compositori per creare spettacoli in cui sia reale la simbiosi fra musica e movimento. Queste perfomance non solo un regalo per gli occhi, ma anche una vera festa per le orecchie – come è stata descritta dalla stampa Merg, una loro opera danzata sull’amore (2007).
Il lavoro di LeineRoebana è stato presentato in Olanda, come anche in tutta Europa, in Canada, Brasile e Stati Uniti e ha ricevuto diversi premi internazionali.
Sporen (Tracce) 2003, è una performance di danza che mette in relazione sette danzatori con musica per archi, piano e voce tratta da compositori barocchi e contemporanei come Dowland, Byrd, Purcell e Boulez. A questi si aggiungono composizioni commissionate realizzate da Kyriakides, Padding e SoundPalette.
Strutturato come la musica di P. Boulez – capricciosa, formale, emozionale, eccentrica – lo spettacolo Sporen mette a confronto diversi approcci al movimento. Passando da un complesso contrappunto fisico, ad uno stile aggressivo come anche ad una semplicità ambigua, lo stile di movimento risulta impegnativo e allo stesso tempo naturale.
Le idee coreografiche che caratterizzano le diverse sezioni di questo lavoro si alternano a seconda dello stato d’animo che rappresentano. Eppure nascono da un’unica linea di pensiero: come ci relazioniamo al nostro corpo in una società tecnologicamente mediata? E cosa comporta questo per i danzatori e per l’arte della danza? Come può essere espresso tutto ciò in forma cinestetica?
Il corpo viene sezionato nelle sue parti costituenti e successivamente ricomposto come il mostro di Frankestein.
Alla fine la danza non appare più esattamente la stessa.
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