Sentenza del Tar riguardo il comparto A, l’amministrazione cerca soluzioni

La Redazione

Nel 2012, l’attuale amministrazione con una sorta di sanatoria ha regolarizzato la questione togliendo l’ente Comune da una condizione di illegalità

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Sembra una fabbrica inesauribile di problemi la vecchia questione dei comparti di espansione edilizia di Ruvo. L’ultimo in ordine di tempo è la sentenza con cui il TAR impone al Comune il pagamento di danni ai proprietari dei suoli del compatto A per oltre un milione di euro.

I fatti risalgono al 1997, quando l’amministrazione e i dirigenti di allora consentirono ad alcune cooperative di costruire su suoli privati di fatto mai espropriati (un ricorso dei proprietari dei suoli consentì di verificare che le procedure seguite dal Comune erano vistosamente irregolari) col risultato di rendere abusive le costruzioni di interi condomini.

Nel 2012, l’attuale amministrazione con una sorta di sanatoria (tramite l’art. 42 bis del DPR 327/2001) ha regolarizzato la questione togliendo l’ente Comune da una condizione di illegalità, ora però resta il problema del risarcimento milionario per i proprietari, che rappresenterebbe un serio problema per le casse comunali.

«La sentenza del TAR – ha commentato Caterina Montaruli – è chiara: il pagamento dei danni per i proprietari, causato dalle sciagurate procedure seguite nel 97 (solo ed esclusivamente per il comparto A) tocca, purtroppo, all’Amministrazione. Spetterà alla Procura della Corte dei Conti stabilire se gli amministratori e i funzionari di allora abbiano o no responsabilità amministrative su questo gigantesco colpo arrecato al paese, innescato da errori marchiani in fase di avvio e aggravato dal non aver tempestivamente rimediato allo sbaglio, lasciando che la cifra dovuta ai proprietari crescesse inesorabilmente, tra il 1997 e il 2012, del 5% annuo.  A noi che governiamo Ruvo oggi, spetta invece il compito di trovare soluzioni per riparare ai danni fatti quindici anni or sono. E non abbiamo molte strade.

Prima della sentenza  – spiega la Vicesindaca – avevamo definito un accordo transattivo tra soci delle cooperative e proprietari dei suoli che consentiva la soluzione pacifica della vicenda (con i primi che avrebbero pagato cifre sostenibili in tempi ragionevoli ai secondi) e non prevedeva alcuna spesa a carico delle casse comunali; il pronunciamento del TAR, purtroppo, ci costringe ora a riconsiderare tutto.L’ amministrazione ha il dovere di tutelare l’interesse di tutta la collettività: la soluzione che stiamo considerando al momento, pertanto è che il procedimento da noi seguito, pur ritenuto corretto dal TAR, riparta da zero. Le alternative sono poche».

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