Sei avvisi di garanzia per la morte della giovane donna al “Miulli”

La Procura di Bari vuole far luce sulla tragedia che è costata la vita a Maria Teresa Lauciello
Le tragedie hanno spesso contorni incerti e confusi. Come le circostanze che hanno portato alla morte di Maria Teresa Lauciello, la giovane donna di Ruvo che ha perso la vita nella notte tra domenica e lunedì scorsi nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Miulli”di Acquaviva, al termine di una gravidanza molto difficile.
L’episodio è ora all’attenzione della magistratura barese che ha aperto un fascicolo per accertare i fatti e ha emesso sei avvisi di garanzia nei confronti del personale medico dell’ospedale “Umberto I” di Corato, la struttura dove la donna era ricoverata da alcuni giorni prima di essere trasferita d’urgenza nel nosocomio acquavivese. Quattro medici e due ostetriche dell’ospedale di Corato saranno ascoltati dal dott. Giuseppe Gatti, il magistrato della Procura di Bari che ha avviato il provvedimento. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. L’autopsia, affidata a un medico legale degli “Ospedali riuniti” di Foggia e a un ostetrico della “Sapienza” di Roma, è stata effettuata questa mattina nel reparto di medicina legale del “Miulli”.
La Procura di Bari farà luce su alcuni passaggi oscuri della triste vicenda che ha portato alla morte della giovane donna e del bambino che portava in grembo.
A partire dagli ultimi giorni della gravidanza, il periodo di tempo in cui la donna, ricoverata nell’ospedale “Umberto I”, ha avvertito forti e persistenti dolori addominali, diagnosticati dai medici che la seguivano come coliche renali.
Domenica pomeriggio la situazione è precipitata. Pur essendo appena alla ventiseiesima settimana di gravidanza, infatti, la donna ha presentato i primi sintomi di travaglio. Per questo motivo, i medici dell’”Umberto I” hanno individuato nel “Miulli” la struttura più adatta a fronteggiare l’emergenza in corso, in virtù della presenza al suo interno di una unità di terapia intensiva neonatale. E così, gli ostetrici del “Miulli” hanno dapprima effettuato una ecografia del feto, da cui è emersa l’assenza del battito cardiaco, per poi vedersi costretti a procedere con il parto. Il feto è venuto alla luce privo di vita. A quel punto i medici del “Miulli” hanno tentato in tutti i modi di salvare la vita della donna, senza tuttavia ottenere successo. A distanza di diverse ore dal parto, quindi, la giovane mamma ha seguito la sorte della creatura che aveva partorito.
Maria Teresa Lauciello aveva solo 28 anni ed era alla sua prima gravidanza. Solo un anno prima aveva sposato Biagio di Palo, carabiniere in servizio nella caserma di Foggia. Suo marito era riuscito ad ottenere il trasferimento a Terlizzi in modo da poter assistere la moglie, alle prese con forti dolori addominali di cui soffriva già da dicembre.
I due giovani sposi stavano costruendo una famiglia quando è intervenuto il destino a cancellare ogni loro sogno. Anche se al destino non può essere attribuita tutta la responsabilità di una tragedia dai contorni ancora poco chiari.
Commenti
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non ci sono parole per commentare la tragedia di una famiglia …….. auguriamoci che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili paghino …. Un sentito cordoglio alla famiglia
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senza parole!!!ciao mariateresa…








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