Secondo incontro letterario con Elisabetta Liguori e “Il correttore”
Il successo di Aravo le mandorle, primo incontro dell’evento Se una notte d’estate un viaggiatore, rende l’attesa del secondo incontro, con il libro “Il correttore” di Elisabetta Liguori, ricca di curiosità.
Come molti sanno, il libro di Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, attraversa vari generi di scrittura e di stile. Abbraccia con ironia e professionalità la letteratura in toto, e la sua Odissea ha ispirato gli organizzatori dell’evento ruvese.
La libreria L’Agorà, con l’associazione Calliope, l’associazione Huersera, e il forum giovani invita i cittadini alla presentazione del secondo libro questa sera 6 luglio alle 20.00.
“Il correttore“, può sembrare un giallo, un noir, un poliziesco ma non è nulla di più di un viaggio. Il protagonista viaggia attraverso i suoi ricordi per risolvere un mistero. Un assassinio commesso dieci anni prima. Cosa c’è dietro? Amore mercenario? Omosessualità? Denaro? La vicenda, l’omicidio, i fatti diventano presto secondari.
Il correttore, si riferisce alla correzione che la mente applica alla realtà. Nicola non è in grado di guardare le cose per quelle che sono. Le rielabora, le assimila, le trasforma. Nicola ha bisogno di scindere la realtà dalla sua percezione mentale e visiva del mondo. Sua moglie Angela funge da elemento razionale ed è la colonna portante del libro e della vita del protagonista.
I dialoghi sono la parte più importante del romanzo che si presenta altamente introspettivo. Nicola è lontano da casa, lontano dalla moglie che puntualmente appare nel libro attraverso i dialoghi telefonici.
<<Cosa c’entra il lavoro che uno fa con quello che è? Bisogna cercare vi separare. Di … scindere>>
<<Non so>>
<<E già. Non rientra nei tuoi obiettivi, sempre cosi, se tu riconosci una cosa come importante, dai il massimo, altrimenti non esiste.>>
<< E quale dovrebbe essere l’obiettivo questa volta? Hai da suggerirmi qualcosa?>>
<< Scindere>>
<<E cioè?>>
<<Trovare altre forme. Scindere appunto. L’anima per esempio senza il resto».
Il nord, il tempo, il peso ingombrante di un padre famoso. La lontananza. Il viaggio e la lontananza dalla propria terra. Dalle proprie origini. Dalla donna amata.
Non mancano accenni al sud, alla differenza nel modo di pensare, di agire e di credere in Dio.
Più che poliziesco, il romanzo della Liguori è filosofico. È un viaggio tra i dubbi di un uomo che ha la grande necessità (insoddisfatta) di verità sul mondo e su se stesso.
Non credo sia opportuno svelare altro. Il romanzo si fa leggere con molto piacere e le sue pagine scorrono veloci. È facile immedesimarsi nei pensieri di Nicola e a volte in quelli di Angela.
Elisabetta Liguori, leccese, e la relatrice Francesca Pisani ci danno appuntamento alle 20.00.presso il bar Meeting di Vincenzo Amenduni che ritiene l’evento importante e positivo, poiché è la cultura che si muove su canali diversi e inconsueti, con risvolti sorprendenti e interessanti.
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