“Se questo è un uomo”, la mostra di Clitorosso “per non dimenticare”

La Redazione

Afferma l'artista: «Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue»

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Dal 27 al 29 gennaio presso la Clitorosso Art Gallery in piazza Felice Cavallotti ci sarà la presentazione della collezione “Se questo è un uomo” dell’artista Daniela Raffaele- Clitorosso. La mostra sarà visibile la mattina solo per appuntamento mentre la sera dalle ore 18,30 alle ore 20,30.
L’inaugurazione della mostra ci sarà proprio questa sera, con inizio alle ore 18,30 ed una performance collettiva alle ore 19. Non mancherà un momento di lettura: a cura della libreria Pagine al Caffè ci sarà il reading del libro “Il dodicesimo quaderno” di Giuseppe Bovo (La Meridiana Editore) in collaborazione con l’associazione Terzo Animo e gli artisti Oronzo Liuzzi e Rossana Bucci.

Non è stata scelta questa data a caso: il 27 gennaio infatti ricorre la cosiddetta “Giornata della Memoria”, in ricordo della Shoah e delle vittime delle leggi razziali. La collezione dell’artista Clitorosso è un omaggio a uomini e donne come Primo Levi ed Elisa Springer, testimoni di quello che è stato il più efferato crimine contro l’umanità che la storia ricordi.

Cosa si deve ricordare? «Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue.

Quando si pensa che uno straniero o uno diverso da noi sia un nemico, si pongono le premesse di una catena al cui termine – scrive Levi- c’è un campo di sterminio. Gli scenari di morte sono gli stessi per tutte le numerose vittime della Shoah: lunghi binari, filo spinato, corpi bruciati, lettere e numeri tatuati sul braccio sinistro e una stella a sei punte, la stella di David, simbolo di riconoscimento degli ebrei». 

E continua: «Ancor’oggi non si riesce a spiegare bene chi siano gli ebrei, vista la “grande storia” di questo popolo; per quanto mi riguarda sono uomini, donne e bambini strappati ingiustamente alla vita. Se si pensa a quanti tra di loro sono stati o sarebbero potuti diventare “grandi artisti” o “luminari” della scienza e della letteratura, e che il mondo non ha potuto conoscere fino in fondo, restando in silenzio a guardare.

Il giorno della Memoria diventa per me un modo per interrompere quell’assordante silenzio e raccontare alle future generazioni, con ogni espressione, la drammatica storia di un popolo che ha vissuto la morte e che attraverso la memoria di ognuno di noi, ne vive anche la rinascita».

Conclude dicendo: «Voglio riprendere un pezzo tratto da “Il silenzio dei vivi” Elisa Springer che mi ha ispirato e colpito moltissimo: “A Birkenau, il portone della morte, non si richiuderà più sulla memoria, il binario che l’attraversa, non si fermerà più sulla rampa, disperdendosi, davanti all’altare delle conoscenze e della coscienza, davanti ai ceri della preghiera e ai fiori del riscatto.
Lì, in quel punto, si incontreranno i giovani liberi, i ragazzi della pace, e lì ad Auschwitz-Birkenau, dalle ceneri sparse fra le zolle, continuerà a nascere la nostra vita”».

Appuntamento quindi a stasera con “Se questo è un uomo” di Daniela Clitorosso.

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