Scoperta maxi truffa all’Inps da 5,6 milioni di euro, 174 denunciati

La Redazione

Da anni vivevano all’estero, ma continuavano a percepire mensilmente l’assegno sociale. Effettuati controlli in 48 Comuni delle province di Bari e Bat

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Da anni vivevano all’estero, ma continuavano a percepire mensilmente l’assegno sociale erogato dall’Inps. È la maxi truffa da 5,6 milioni di euro ai danni dell’istituto nazionale di previdenza sociale scoperta dai Finanzieri del gruppo pronto impiego Bari e della Tenenza di Altamura. Un fenomeno assai diffuso per cui sono stati denunciate 174 persone grazie ai controlli effettuati in 48 Comuni delle province di Bari e Bat.

I militari sono stati coordinati dalle Procure della Repubblica di Bari e Trani, in collaborazione con i funzionari delle Direzioni provinciali di Bari ed Andria.

Nel corso degli accertamenti sono state esaminate minuziosamente le posizioni relative a numerosi percettori dei sussidi. Sono state individuate decine di soggetti risultati essere fittiziamente residenti sul territorio nazionale, ma che per anni non hanno comunicato l’effettivo luogo di dimora.

Una “dimenticanza” che ha consentito ai beneficiari, trasferitisi da tempo in altri Paesi, di continuare a percepire il sostegno sociale (mediamente 450 euro mensili) che invece sarebbe spettato agli ultra 65enni residenti e domiciliati in Italia con redditi modesti.

Le persone denunciate di fatto non vivono più nel nostro Paese e, per continuare a riscuotere i ratei mensili, si avvalevano della complicità dei propri congiunti residenti in Italia, cointestatari o delegati a operare su conti correnti o libretti di risparmio sui quali confluivano le pensioni erogate dall’Inps.

Tra i pensionati, anche 100 cittadini extracomunitari segnalati alla Questura di Bari per la revoca del permesso di soggiorno.

Numerosi gli accertamenti bancari effettuati sui conti correnti intestati agli indebiti percettori, che hanno consentito di sequestrare somme, costituite dai ratei dell’assegno sociale, pari a circa 150mila euro.

Prezioso per gli accertamenti è stato il contributo fornito dagli organi consolari stranieri, in particolare quello albanese. A 47 beneficiari è stato contestato l’illecito amministrativo con sanzioni per oltre 60mila euro per aver indebitamente percepito importi inferiori a 4mila euro.

Variegata è la casistica che gli investigatori hanno incrociato nelle indagini. Singolare la vicenda di un’anziana signora che utilizzava le somme indebitamente riscosse per trascorrere piacevoli periodi di vacanza in alcune località europee. Persino tre pensionati defunti da tempo usufruivano dell’assegno mensile. I figli, sostituendosi ai genitori, continuavano a percepire da diversi anni le somme non dovute, “omettendo” di comunicare all’Istituto erogatore la dipartita dei propri cari.

Altri, invece, cui era stato riconosciuto lo status di rifugiati politici, erano tornati stabilmente nel proprio Paese, mantenendo tuttavia la pensione sociale. Nel corso delle indagini, alcuni fruitori sono rientrati in Italia solo il giorno precedente la convocazione negli uffici della Guardia di Finanza.

I soggetti sono stati denunciati alle Autorità Giudiziarie per «indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato», «falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico» e «truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche».

Le direzioni provinciali dell’Inps di Bari ed Andria, a seguito delle segnalazioni della Guardia di finanza, hanno disposto la revoca e, nei casi meno gravi, la sospensione dell’erogazione delle prestazioni sociali, richiedendo nel contempo ai “finti residenti” la restituzione delle somme indebitamente percepite.

I risultati dell’attività investigativa consentiranno un risparmio annuo per le casse dell’Istituto di Previdenza di circa 1,7 milioni di euro.

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