Sciopero generale per Gaza: i ruvesi tra cortei e reading

Sciopero generale per Gaza: i ruvesi tra cortei e reading © Rifondazione comunista Ruvo
Oggi quasi tutta Italia si è fermata, per 24 ore, per dire basta alle atrocità commesse dall’esercito israeliano sulla popolazione della Striscia di Gaza e per sollecitare il Governo a condannare Israele per violazione dei diritti umani
Oggi quasi tutta Italia si è fermata, per 24 ore, per dire basta alle atrocità commesse dall’esercito israeliano sulla popolazione della Striscia di Gaza e per sollecitare il Governo a condannare Israele per violazione dei diritti umani nonché a riconoscere lo Stato di Palestina.
In molte città sono stati organizzati cortei a cui hanno preso parte i rappresentanti dei sindacati di base e gli studenti, promotori dello sciopero. Un momento importante, di forte carica civica, scalfito purtroppo dalla violenza di alcuni gruppi di facinorosi che, in diverse città, hanno compiuto atti vandalici e si sono scontrati con le forze dell’ordine.
A Bari, il corteo è partito dal Molo San Nicola intorno alle 9 e si è concluso alle 14 in largo Ciaia. Vi hanno partecipato circa diecimila persone, tra cui moltissimi studenti. Presente il circolo “Dino Frisullo” di Rifondazione Comunista Ruvo e rappresentanti di Sinistra ruvese. Questi ultimi sono stati presenti anche in piazza Matteotti, a Ruvo, per sostenere le ragioni di studenti che, spontaneamente, hanno autoconvocato lo sciopero.
“Mamma, dove sei?” C’era il sole, stamattina, mi ha svegliata un rumore strano. Non era il canto degli uccelli, non era la voce della mamma. Ho visto il soffitto tremare, ho sentito le cose cadere. La casa ha fatto un grande respiro, e poi è diventata polvere. Mi sono alzata con i piedi nudi, la mia bambola non c’era più. La finestra era tutta rotta, e il cielo… il cielo urlava. “Mamma?” ho detto piano. Poi più forte: “Mammaaaa!” Ma ha risposto solo il vento, e un gatto coperto di cenere. Sono uscita tra i sassi neri, tra i muri tagliati a metà. Un uomo correva con un bambino, una donna urlava a terra. Ti ho cercata tra i vestiti sparsi, tra le scarpe senza passi. Ho guardato ogni mano, ogni ciocca di capelli… ma nessuna era la tua. Mamma, dove sei andata? Ti sei nascosta? Hai avuto paura? O sei rimasta lì, ferma, dove il rumore ti ha trovato? Le mie gambe fanno male. La gola è secca, il cuore pesa. Siedo accanto a un muro stanco, e parlo alla tua ombra. Forse adesso sei una stella. Forse sei quel profumo lontano che passa quando chiudo gli occhi. Forse anch’io… sto volando via. Sento caldo, poi freddo, poi niente. Io sto arrivando, mamma. Non correre, aspetta.
Commenti
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Le solite balle della sinistra. Sicuramente avete bisogno di occhiali con gradazione elevata perché dove avete visto queste 10000 persone? Quando dite che l’Italia si è fermata per scioperare poi, non dite la verità perché, si e fermata non per aiutare i civili di Gaza ma per un manipolo di scalmanati che distruggono è devastano ogni cosa solo per il gusto di sfasciare tutto.Queste cose ignobili allontanano sempre più il popolo italiano che lavora suda e produce da ogni vostra iniziativa che deve essere pacifica ma poi diventa violenta. Se è questo il vostro modo di chiedere consenso agli italiani allora significa che ci state portando verso la guerra civile e non verso la democrazia. Salute a tutti.








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